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Una bella giornata di sole come questa non invita di certo a stare a casa, quindi, dopo interi fine-settimana trascorsi al chiuso, finalmente oggi sono uscita. L'ingegnere è impegnato con gli orti (anche lui approfitta del sole per finire di vangare e di preparare il terreno per la semina dei pomodori) e con l'annuale pranzo alpino che si terrà domani (al quale io parteciperò in qualità di cameriera), di conseguenza mi sono presa tutto il tempo necessario per farmi un bel giretto nel circondario. Dopo un paio d'ore sono tornata a casa con gli ingredienti per preparare questa torta, che preparerò per il mio compleanno, e con un paio di jeans leggeri, a vita bassa (ma tanto la pancia non la scopro) e larghissimi, che indosserò una volta accorciati. A questo proposito, una precisazione: negli ultimi mesi sono dimagrita, un pò per lo stress di viaggiare così tanto per andare a lavoro, un pò perchè il corso di tai-chi che frequentavo si è trasformato in un corso di karate, un pò perchè ho 'tagliato' le schifezze di cui, per un certo periodo, mi sono nutrita (cioccolata, pizza e panini alle olive in primis); nonostante questo calo di peso, la mia fissa attuale sono i pantaloni a gamba larghissima. Probabilmente, vista la mia 'bassezza', non mi stanno nemmeno bene, probabilmente mi fanno sembrare ancora più tappa, ma io li trovo comodissimi e, non so perchè, sexy!
Postato da: superqueen alle 18:11| | p.link
Qui piove, più o meno ininterrottamente, da qualche settimana. Questa è l'ennesima domenica che passiamo in casa: ci affacciamo per controllare che tempo fa, vediamo la pioggia, percepiamo il freddo umido e ci rintaniamo ancora di più negli angoli più caldi della casa. Guardiamo attoniti il calendario: tra una settimana sarà maggio, ma i segni esterni dicono che è novembre. In una situazione come questa, l'ingegnere ha ben pensato di rinverdire una consolidata abitudine casalinga, ovvero cucinare tutto il pomeriggio, fino a sera. A novembre era stata la volta del pasticcio al ragù (ne abbiamo ancora in freezer), ieri invece è toccato ai cannelloni con la sfoglia fatta a mano, nelle varianti 'prosciutto e fontina' e 'besciamella e funghi'.
Questa la scena che chi fosse entrato in cucina verso le 20 si sarebbe trovato davanti: una distesa di tegliette di alluminio già riempite di cannelloni pronte per essere chiuse dal coperchio in cartoncino; sullo sfondo, la fedele sfogliatrice Imperia, che anche stavolta ha assolto il suo compito in maniera più che egregia. Nell'immagine qua sopra, invece, le mani dell'ingegnere, ormai stanco morto (ha iniziato a preparare i cannelloni attorno alle 16), intente a riempire la sfoglia con il misto di besciamella e funghi. Questo ripieno è stato inventato dalla sottoscritta su due piedi: gli ingredienti con cui si era preparata la pasta ripiena fino a quel momento sono finiti; nessuno dei due aveva intenzione di uscire, quindi abbiamo messo insieme quello che avevamo disponibile a casa. Oggi a pranzo abbiamo assaggiato i cannelloni con il prosciutto e sono davvero deliziosi, quelli ai funghi penso li assaggeremo la prossima settimana. Prima di concludere, tiriamo le somme di quattro ore abbondanti di lavoro manuale: cinque tegliette di cannelloni al prosciutto conditi da sugo (fatto a mano con i pomodori dell'orto, eh) e tre tegliette di cannelloni ai funghi conditi da besciamella e grana grattuggiato. Facendo due conti rapidi, penso ne avremo a disposizione fino al prossimo inverno!
Postato da: superqueen alle 21:59| | p.link
Come scritto nel post precedente, la mia cultura sui reality show in onda su MTV il mercoledì sera sta crescendo esponenzialmente, un pò perchè sono argomento di discussione in una delle terze in cui insegno, un pò perchè sono divertenti e frivoli al punto giusto. Il mio preferito? Sicuramente 'Newlyweds', che ha come protagonista la coppia formata da Jessica Simpson e Nick Lachey, entrambi cantanti molto noti negli Stati Uniti, soprattutto grazie a questo programma che li ha fatti diventare un pò la coppia d'oro dello show-biz. I motivi di questa preferenza? Intanto i due formano una coppia molto ben assortita - lei svampita, shopaholic all'ennesima potenza (famose le sue scorribande da Louis Vuitton) e sempre con la testa un pò per aria, lui pacato, appassionato di sport e di videogiochi, il classico bravo uomo di casa che sa fare un pò tutto. Per chi, come me, è sposato o comunque vive con qualcuno, è impossibile non guardare le vicende di questi due senza ritrovare qualche esperienza o disavventura vissuta con il partner. Jessica è l'epitome della donna imbranata, incapace anche solo di mettere in moto una lavatrice, ma le difficoltà che ha incontrato lei nella gestione della casa le abbiamo incontrate un pò tutti (tenete conto che, subito dopo il matrimonio, il marito le ha imposto di imparare a fare i lavori di casa, senza nessun aiuto esterno). E poi, bisogna ammetterlo, la bionda texana - sorpresa sorpresa - ha stile da vendere (la puntata di ieri è stata rivelatrice, sotto questo punto di vista). Impostasi presso il grande pubblico come terza punta del triangolo Britney-Christina, si sta rivelando un'abile imprenditrice di se stessa, con una classe onestamente sconosciuta alle altre due. Il target è diverso - Jessica sta giocando molto sul suo essere giovane donna sposata - ma i risultati sono incontestabili, come dimostrano queste due immagini, tratte proprio dalla puntata a cui si faceva riferimento all'inizio.
La prima mise è decisamente sopra le righe (è stata sfoggiata durante un concerto), ma secondo me è perfettamente in linea con il personaggio: abito di Roberto Cavalli in voile rosa a pannelli, con un decoro di strass sul decolletè ed attorno al collo, completato da un paio di sandali platform color rosa cipria (firmati Marc Jacobs). I capelli ricci (lei solitamente li ha lisci) danno ancora più verve ad un insieme spumeggiante. La seconda immagine, invece, ritrae Jessica durante la festa per il suo ventiquattresimo compleanno: indossa un semplice abito sottoveste color champagne, abbinato ad un paio di 'slingback shoes' dello stesso colore; il minimalismo dell'abito e della pettinatura sono vivacizzati da grandi orecchini chandelier e un fiore di paillettes appuntato tra i capelli. Quando si parla di questo programma in classe, la questione 'stile' non viene giustamente trattata: non ha senso che io metta in evidenza un qualcosa che ai ragazzi non interessa, ma in cuor mio prendo mentalmente nota degli accostamenti messi a punto dalla sig.ra Lachey, prima o poi potrei trarne ispirazione! La fonte delle due immagini è questo sito.
Postato da: superqueen alle 17:41| | p.link
Qualche aggiornamento sparso
- ci siamo: tra qualche settimana lascerò definitivamente alle spalle il mio 'trentesimo anno' (il virgolettato è anche una citazione) ed entrerò nel novero degli ineffabili thirtysomething. Non so se intristirmi già d'ora o se lasciarmi cullare dallo stupore che coglie i miei alunni quando scoprono la mia età anagrafica; - in occasione del mio compleanno, io e l'ingegnere abbiamo deciso di acquistare questo (azzurro - chissà che sia di buon auspicio per il futuro, e personalizzato con il mio amato nickname). Grazie alla sezione 'Education Store', riservata ad insegnanti, scuole e studenti maggiorenni, siamo riusciti a risparmiare qualcosina sul prezzo base, il che mi fa pensare che l'insegnamento, in fin dei conti, non è una professione del tutto bistrattata (il più delle volte è così ma qualche 'riconoscimento sociale' positivo c'è); - sempre in occasione del mio genetliaco, ho deciso che le mie forze psichiche e fisiche si concentreranno nella preparazione di questa torta che, a detta di un'esperta nel campo, è una vera e propria delizia, nonchè esempio eccelso della pasticceria ungherese. Probabilmente l'avvicinarsi della ricorrenza mi ha dato alla testa, ma quest'anno mi sento pronta ad affrontare anche questa esperienza; - la convivenza con gli alunni di terza mi ha avvicinato pericolosamente a programmi come questo: a causa di qualche meccanismo subdolo, mi sto appassionando alle vacue vicende di un gruppo di adolescenti californiani (e pensare che mi sono sempre rifiutata di cadere in balia della dipendenza da quest'altro serial), il che apre davanti a se due questioni. Questione uno: tutto ciò è interessante perchè costituisce argomento di conversazione con i miei alunni. Questione due: mi rendo conto che tutto quel che succede nel programma è profondamente vacuo. Traendo le somme, continuo a nutrirmi di MTV e di scorrazzate sui lidi di Laguna Beach, ma solo per un motivo puramente didattico, in attesa che in tv trasmettano qualcosa di decente; - sul piano musicale, mi sono arresa senza opporre resistenza alle chitarre e alla voce di Josh Homme ('Lullabies to Paralyze' mi sta accompagnando nei lunghi pomeriggi piovosi trascorsi in casa a correggere compiti in classe); - sul piano fumettistico, consiglio a chiunque passi di qui di leggere l'ultimo numero di 'Dampyr', ne vale davvero la pena; - sul piano cosmetico/profumiero, consiglio alle mie lettrici di provare questo profumo e questo fondotinta. Ho usato i campioncini di entrambi per una settimana intera e li ho trovati entrambi adorabili. Il primo ha un delizioso sentore di magnolia, agrumi ed ambra, il secondo lascia la pelle vellutata e ben idratata per diverse ore.
Postato da: superqueen alle 16:59| | p.link
A volte la mente lavora seguendo percorsi strani ed imprevedibili: stavo ascoltando il remix di 'Heartbreaker', canzone incisa qualche anno fa da Mariah Carey (remix che vede la partecipazione di Missy Elliot e Da Brat), quando mi è venuto in mente il video che ne è stato tratto. Ve lo ricordate? Girato in bianco e nero e tutto in studio, vedeva Mariah lavare una macchina con a bordo Snoop Dogg; il momento saliente, però, era una pseudo-cerimonia di matrimonio tra lo stesso Snoop e Da Brat, sposa di bianco vestita ma particolarmente 'incazzosa' (tanto da distruggere in men che non si dica una torta nuziale a più piani). A questo punto, ho cercato di ricordare quali altri video presentassero spose atipiche. Per adesso mi sono venute in mente
- Sade in 'No Ordinary Love' (sposa in fuga, che poi si trasforma in sirena) - Britney sposa vestita di nero in 'My Prerogative' - sempre Britney e Christina Aguilera, spose-oggetto di una Madonna bridegroom agli MTV Video Music Awards 2003 - le spose mute ed incipriate in un vecchio video di Billy Idol (il titolo della canzone era 'White Wedding', per l'appunto) Poi basta, non mi è venuto in mente nient'altro. Qualcuno potrebbe contribuire a questo singolare elenco?
Postato da: superqueen alle 18:19| | p.link
Postato da: superqueen alle 15:23| | p.link
Ci sono momenti della mia vita in cui, non so in base a che criterio, i Beatles tornano a farsi spazio tra i miei dischi e le mie play-list. Era già successo con 'Magical Mystery Tour', ma la cosa si era fermata lì; poi erano arrivati i Distillers, mi ero persa nelle urla disperate e nei giri di chitarra di Brody Dalle e dei Beatles era rimasta solo qualche labile traccia. Da qualche giorno, invece, eccoli di nuovo all'attacco, in gruppo e da soli: attualmente sono alle prese con 'Revolver' e con 'Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band' (uso, non a caso, il verbo 'essere alle prese', visto il timore sacro che nutro per i Baronetti e per ogni loro opera), ed ascolto, a qualsiasi ora capiti, 'Instant Karma' di Lennon, legato a non so che ricordo d'infanzia e quindi indimenticabile. E' poi un periodo di autoriflessione per quel che riguarda il rapporto tra me e la musica, scaturito, in maniera del tutto fortuita, quando alcuni miei alunni di terza mi hanno chiesto di parlare delle cose che ascolto, degli artisti che preferisco (il tutto succedeva durante un'ora di supplenza). Partendo dalla fallace domanda 'Quale è la sua canzone preferita?', si è partiti per un discorso che è andato avanti per non so nemmeno quanto. Loro erano lì, che mi guardavano con curiosità e con interesse, magari qualcuno sperava che dessi una risposta 'riconoscibile' (che ne so: 'Boulevard of Broken Dreams' dei Green Day); io ho risposto che la mia canzone preferita - non definitivamente - è 'China Girl' di David Bowie. Da qui altre domande - 'Ma chi è David Bowie?', 'Io non l'ho mai sentito', 'Sarà un cantante vecchio' e via dicendo. E' ovvio che per loro Bowie, per non parlare dei Beatles, va dritto dritto nella categoria 'vecchi' (se sapessero che il loro idolo è del 1972, probabilmente ci metterebbero anche lui, in questa categoria), ma penso sia giusto far capire loro che il 'vecchio' non coincide nè con 'sfigato' nè con 'schifezza'. Mi riprometto, appena possibile, di fargli vedere 'Jazzin' for Blue Jean', un piccolo capolavoro di Bowie ad opera di Julian Temple (altro vividissimo ricordo d'infanzia), poi ne riparliamo.
Tutto questo discorso, infine, per dire che ci si rende conto dell'evoluzione del gusto musicale solo mettendosi a confronto con persone più giovani che ascoltano quel che è nuovo adesso, un pò perchè è logico che sia così (se i tuoi amici ascoltano - che ne so - i Good Charlotte, anche tu tenterai di ascoltarli almeno una volta, poi puoi scegliere se adorarli o cestinarli), un pò perchè penso che pochi siano i genitori che fanno ascoltare 'cose vecchie' ai propri figli. Per me, che ho avuto la fortuna di avere un padre melomane ed appassionato di musica a 360°, le 'cose vecchie' erano la Mina e il Celentano degli anni '70, Claudio Villa, Dizzie Gillespie e Miles Davis, Ray Charles e Bruno Martino, Edith Piaf e Nicola Di Bari, Tina Turner, Ella Fizgerald e Louis Armstrong. Poche delle cose che mio padre ascoltava quando ero giovane sono passate a far parte di ciò che amo, ma quella ricchezza e varietà musicale - a volte invadente, altre volte imbarazzante - a cui sono stata abituata mi ha aiutato a crescere con la mente aperta e non dire a priori 'mi fa schifo, non lo ascolterò mai', nella vita non si può mai sapere cosa ci riserva la musica che non conosciamo ancora.
Postato da: superqueen alle 18:47| | p.link
Non verrà certo ricordato come il matrimonio del secolo, ma sicuramente lo sposalizio tra Carlo d'Inghilterra e Camilla Parker-Bowles ha attirato l'attenzione dei mass media e di coloro che amano il 'sano' gossip. Non è mia intenzione parlare del cerimoniale o degli invitati (basta leggere qui per farsene un’idea), ma vorrei soffermarmi sul look scelto da Camilla, sposa cinquantottenne, per questa occasione così importante. Due le mise sfoggiate dalla neo Duchessa di Cornovaglia:durante il rito civile, ha indossato un cappottino color bianco ostrica su un abito in chiffon della stessa tonalità, accostato ad un cappello di Philip Treacy, scenografico ma non pacchiano, ad una clutch bag in tinta; pochi gioielli: un braccialetto sottile, una spilla appuntata al rever del cappottino e, naturalmente, l’anello di fidanzamento in platino e diamanti, appartenuto alla Regina Madre. Per la benedizione religiosa, invece, Camilla ha indossato un abito lungo in chiffon color azzurro porcellana, un soprabito damascato in tinta (ricamato a mano ed intessuto di cinque tonalità diverse di oro) ed un cerchietto di piume dorate spruzzate di cristalli Swaroski, sempre opera di Treacy. Entrambi gli abiti sono stati commissionati all’atelier londinese ‘Robinson Valentine’, dove sono stati realizzati a mano appositamente per Camilla. Camilla, donna che ama la vita di campagna e i cavalli, ha dimostrato di essere in grado, quando l’occasione lo richiede, di trasformarsi in una perfetta lady, elegante e sicura del suo charme, non perfetto e per questo più vero. Quando oggi pomeriggio ho potuto ammirare le sue mise, sono rimasta piacevolmente stupita: non ha esagerato con i decori (giustamente, vista l’età) e ha optato per due combinazioni raffinatissime, leggermente eccentriche (grazie ai cappelli di Treacy), ma non dimentichiamolo: l’eccentricità è di casa d’Oltremanica. Una menzione particolare, infine, per William ed Henry, i due figli di Carlo e Diana: bellissimi entrambi, aitanti, eleganti, ma rilassati e a loro agio, come se stessero indossando maglione e jeans. E’ proprio vero che l’eleganza ce l’hanno nel sangue (nel sangue, evidentemente, è passato anche qualche gene un po’ folle, ma speriamo sia solo questione d’età e di maturità che deve ancora arrivare).
Postato da: superqueen alle 23:01| | p.link
Oggi è il mio giorno libero. Ne ho approfittato per ascoltare bene 'London Calling' dei Clash: non capisco perchè ma erano circa quattro anni che non lo tiravo fuori dalla catasta di cd che mi ritrovo in casa. Con questa colonna sonora ho sistemato un pò la casa, ho lavato altri panni che aspettavano da qualche giorno nella cesta di plastica in bagno, ho preparato il compito in classe che darò domani alla prima B. Infine, girellando nella Rete, ho pescato questo sito, in cui è possibile creare la propria 'bambola'. Non avendo capito esattamente l'utilità del servizio, mi sono dilettata a 'ricreare' un'immagine che, in qualche modo, mi assomigliasse. Il risultato è il seguente L'ambientazione mi sembrava obbligatoria (una bella aula scolastica, dove la cattedra è addirittura ingentilita da un vaso di fiori). Per il resto, sono praticamente io (in versione 'capelli lisci' però): jeans leggermente scampanati, maglione a collo altro (in inverno non indosso altro), occhiali dalla montatura nera e le mie fidate Converse All Stars rosse ai piedi. Se facessi vedere questa 'bambolina' ai miei alunni, chissà se sarebbero d'accordo con la ricostruzione di me stessa che ho fatto!
Postato da: superqueen alle 18:43| | p.link
Gloss Therapy Oggi sono a casa perchè la scuola dove insegno è sede elettorale. Grazie a questo inaspettato giorno libero in più, ho approfittato per smaltire un pò di bucato da lavare, per stampare alcuni documenti per il rinnovo delle graduatorie permanenti, per rilassarmi un pò leggendo un bel fumetto e per girellare per blog. Ho letto un post rivelatore, tutto incentrato sul valore affettivo - ma non solo - che hanno i gloss 'Juicy Tubes' di Lancôme, ed in me è scattata la molla per scrivere quel che segue. Ho iniziato a truccarmi piuttosto tardi, un pò perchè fino ai diciassette anni non me ne è mai fregato niente di 'impiastricciarmi', un pò perchè l'unica donna che avevo in casa (mia madre; mia sorella era adolescente come me, quindi non faceva testo) si è sempre vantata di non essersi mai truccata in vita sua, un pò perchè le mie compagne di classe erano più o meno del mio stesso parere. La miccia è stata innescata dalla mia migliore amica, scafatissima nel campo make-up (non era ancora maggiorenne e già usava prodotti come questi - ricordo ancora la nuance del suo rossetto Chanel: 'Lune Rousse'), la quale mi convinse ad usare matita nera e eye-liner sempre nero (la scusa fu: "con gli occhi che ti ritrovi, sarebbe un peccato non metterli in risalto"). Quello fu il punto del non-ritorno: pur non ritenendo di avere una bocca particolarmente attraente, la mia prima mania furono i rossetti, in colori scuri e drammatici che facevano rizzare i capelli in testa a mia madre, ma che mi facevano sentire finalmente grande. All'università, in piena epoca grunge, questa mania venne presto soppiantata da un'altra, ovvero un trucco drammatico e all black per gli occhi, ben cerchiati di matita nera, notte e giorno, in tutte le stagioni. Con il passare del tempo, le manie si sono assestate attorno a due prodotti ben precisi, ovvero il duo matita/eyeliner nero (ma anche matita/ombretto nero) e il gloss, degna sostituzione di quel che un tempo era il rossetto. L'immagine qua sotto mostra i miei attuali possedimenti in ambito gloss: Tra tutti svetta il suddetto 'Juicy Tube', in una tonalità rosa molto portabile. Poi arrivano i due Labello 'Caregloss & Shine', uno trasparente e uno leggermente rosato, 'Star Dazzler' di Rimmel, che io uso nella tonalità 'Bedazzle', un rosso pieno di bagliori, 'Water Shine Liquid Diamonds' di Maybelline NY nella tonalità 'Caramel Pearl', e infine un passe-partout, ovvero un gloss trasparente brillantato di Pupa, che può essere portato da solo o per illuminare un semplice rossetto (provato su un rossetto rosso, dà uno strepitoso 'effetto vinile'). Adoro i gloss proprio per la loro informalità (li si può applicare con la punta delle dita, e quindi permettono di tralasciare il fascinoso ma noioso rito del contorno labbra + rossetto applicato con il pennello), per la loro versatilità, ma anche perchè hanno un innegabile lato giocoso: sono colorati come gelatine, sono contenuti in tubetti trasparenti e sono spesso deliziosamente profumati. Un unico inconveniente: sono appiccicosi e poco durevoli, ma si tratta di dettagli trascurabili se paragonati ai vantaggi. La prossima 'vittima'? Penso sarà questa (i colori sono neutri ma pieni di riflessi e si dice non appiccichi), giusto per inaugurare la bella stagione che - pare - sia arrivata.
Postato da: superqueen alle 16:53| | p.link
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