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Con l'avvicinarsi del 31 dicembre, giunge anche il momento di tirare le somme di questo 2005 in ambito musical-filmico. Sto parlando naturalmente della mia passione per i video musicali: oltre a segnalarne sempre qualcuno, nell'apposito spazio qui a sinistra, mi piace molto anche scrivere e riflettere su di loro. Visto però che non sono brava con le classifiche, ecco i miei video preferiti di quest'anno in ordine sparso. Cliccando sulle immagini, potrete vedere i video: buon divertimento!
'Run Baby Run' - Garbage (regia: Sophie Muller) 'Fix You' - Coldplay (regia: Sophie Muller) 'Do You Want To' - Franz Ferdinand (regia: Diane Martel) 'Oh' - Ciara feat. Ludacris (regia: Fat Cats) 'Blue Orchid' - White Stripes (regia: Floria Sigismondi) 'Perfect' - Princess Superstar (regia: Ned Ambler) 'We R in Need of a Musical Revolution' - Esthero (regia: Noble Jones) 'The Importance of Being Idle' - Oasis 'Don't Phunk With My Heart' - Black Eyed Peas 'I Need Some Fine Wine and You, You Need to Be Nicer' - The Cardigans (regia: Martin Renck e Jakob Ström) 'O' Sailor' - Fiona Apple (regia: Floria Sigismondi) 'Hollaback Girl' - Gwen Stefani (regia: Paul Hunter) 'Hung Up' - Madonna (regia: Johan Renck) 'Burn the Witch' - Queens of the Stone Age (regia: Liam Lynch) 'Galvanize' - Chemical Brothers (regia: Adam Smith) 'Oh La La' - Goldfrapp (regia: Dawn Shadforth) 'Wake Me Up When September Ends' - Green Day (regia: Samuel Bayer)
Le famiglie si formano e si distruggono con la stessa, semplice facilità: questo è l'assunto che sta alla base di 'Confessions of a Broken Heart', ultima fatica discografica di Lindsay Lohan, la quale mette in scena quel che sta dietro l'enorme successo di cui è attualmente protagonista. Nel mondo dello spettacolo sin dall'età di tre anni, la Lohan ha messo a punto un successo cinematografico dietro l'altro - ricordiamo essenzialmente quattro film, in perfetto stile Disney - grazie al quale si è potuta trasformare da lentigginosa ragazzina di belle speranze in trend-setter [1] ammirata quanto criticata: droga, anoressia [2] e quant'altro sono i fantasmi che aleggiano intorno a lei, voci insistenti quasi quanto quelle che la vogliono nuova testimonial per la maison Chanel.
Dopo essersi fatta un nome nel mondo del cinema, la Lohan si è cimentata anche con la musica: nel 2004 ha pubblicato 'Speak', mentre nel 2005 è uscito 'A Little More Personal (Raw)', per cui ha collaborato anche alla scrittura dei testi di otto canzoni. Il brano che ha fatto più parlare di sè è stato sicuramente 'Confessions of a Broken Heart', incentrato sul tempestoso rapporto con il proprio padre, come ben si evince dal video che ne è stato tratto. Diretto dalla stessa Lohan, vede protagonista una coppia di coniugi in crisi e perennemente in lotta l'una con l'altro, e la figlia di questa coppia, sconvolta da quanto succede in famiglia: il tutto si svolge in un palazzo dalle pareti trasparenti, le stanze sono delle vetrine a cui ognuno può affacciarsi e dare una sbirciatina alle tragedie familiari che si consumano all'interno. Lindsay nel video appare chiusa in un bagno tetro, in cui spicca una vasca da bagno dalla foggia antiquata; la tristezza dell'ambiente, scarsamente illuminato, fa da contrasto all'abito indossato dall'attrice/cantante (si vede bene nell'ultima immagine), reso gonfio da una solare crinolina gialla. Come già anticipato, le vicende familiari vengono rese pubbliche, in quanto le stanze in cui avvengono hanno una parete trasparente: questo stratagemma scenografico sta a simboleggiare l'intrusione [3] dei mass media nella vita privata di Lindsay, l'esposizione di sentimenti privati alla pubblica attenzione. Lindsay è presente durante i litigi tra i genitori, una sorta di 'proiezione adulta di sè' che vorrebbe intervenire per fermarli ma che non può farlo. La vera Lindsay, ovvero l'attrice all'epoca dei fatti narrati nel video, viene interpretata da Aliana, sorella della Lohan: ancora in tutù, di ritorno da una lezione di danza classica, la ragazzina si chiude nella sua cameretta, dove si dispera per i continui litigi dei genitori, piange, si ritrae in un angolo ma nemmeno lei può fermarli. Da notare come certe inquadrature (specie il primo piano della ragazzina in lacrime ed urlante) vengano riprese dalla Lohan adulta, chiusa nel bagno. La scena finale riprende in qualche modo l'idea dei mass media ossessivi, ma fa riferimento anche all'argomento privatissimo dei ricordi: la 'vetrina' su cui si affaccia Lindsay, infatti viene letteralmente invasa da centinaia di fotografie, che piano piano prendono fuoco (nell'ultima immagine qui sotto, ad esempio, vediamo uno scatto che ritrae Lindsay e Aliana da bambine). Il piano pubblico e quello privato si sovrappongono in un momento di estremo impatto visivo ed emotivo. Qui sotto alcune immagini di Lindsay e della sorella dietro le quinte, durante la realizzazione del video.
L'abito indossato nelle scene ambientate nel bagno è ben visibile qui sotto: si tratta di una creazione di Monique Lhuillier, realizzata in un tessuto con fantasia paisley sui toni del rosso e nero, impreziosita da un ricco ricamo con perline sul decolletè. L'abito originale non ha la crinolina, aggiunta durante le riprese del video (da notare come Lindsay, fuori scena, sdrammatizzi l'abito portando ai piedi un paio di Vans a quadretti).
Non si sa come andrà a finire la carriera di cantante della Lohan, visto che non sarà semplice, specie per un'artista così giovane, conciliare i due ambiti. Ad ogni modo, questo video rimarrà una bella riflessione su quel che vuol dire essere osservati 24 ore su 24 [4] e sul venire a patti con il proprio passato, con il processo di crescita personale e con la propria famiglia. D'altronde, essere famosi vuol dire anche questo: non poter tenere la propria vita privata davvero per sè ma anche utilizzare la fama e i mezzi che la fama mette a disposizione per denunciare quel che accade in famiglia. Gli esempi in merito non mancano: dalle atmosfere Eighties di 'Papa Don't Preach' di una Madonna alle prese con una gravidanza inaspettata e di 'Girls Just Wanna Have Fun' della pirotecnica Cindy Lauper, passando per il drammatico 'Jeremy' dei Pearl Jam (basato sulla storia vera di un ragazzino suicida di fronte ai propri compagni di scuola) e per 'Because of You' di Kelly Clarkson (grazie a lui per la segnalazione!), a 'Family Portrait', amara constatazione di Pink sulle famiglie sfasciate. [1] Boho-chic e magrezza sono i punti-cardine dello stile creato per Lindsay - ma anche per Nicole Richie e Mischa Barton - dalla stylist Rachel Zoe.
[2] Impressionanti i suoi cali di peso, dietro i quali - dicono i maligni - si nasconderebbe proprio l'anoressia. [3] Molto ci sarebbe da dire sulla sottile divisione tra intrusione dei mass media e diritto di cronaca, specie se il discorso viene applicato ad una celebrity quale la Lohan, la cui fama è in gran parte dovuta all'attenzione dei mass media. [4] Non per niente, l'idea della 'casa trasparente' è stata usata per uno spot pubblicitario de 'Il Grande Fratello', interpretato da Pietro Taricone. Qui e qui le fonti delle immagini.
Ricordate la promessa fatta qui di mostrarvi il foulard 'Flora' di Gucci appartenente a mia sorella? Sono riuscita a fotografarlo ed eccolo qui in tutto il suo splendore serico
![]() Posso assicurare che la foto non rende affatto giustizia ai colori vividissimi, alla cura con cui sono ritratti i minimi particolari - le venature delle foglie, le increspature delle corolle dei fiori e delle ali degli insetti. Qui sotto alcuni dettagli ![]() Ricordo che quando il 'dottore' (mio ex) regalò questa meraviglia a mia sorella, il mio gioco preferito per un certo periodo era quello di individuare quanti e quali insetti si nascondessero nell'intreccio di fiori che decora il foulard. Mi sembra fossi riuscita a scovarne cinque/sei, con una netta predominanza di libellule sulle farfalle e i moscerini.
L'arrivo delle festività natalizie coincide con la sospensione delle lezioni nelle scuole di qualsiasi ordine e grado, il che, per la sottoscritta, si traduce in un momentaneo 'stop' delle sveglie alle 6 e mezza di mattina e a tutto quel che ne consegue. La conclusione dell'anno 2005, in ambito scolastico, coincide anche con un concerto/party organizzato per l'occasione.
Avendo studiato nello stesso liceo in cui sto insegnando, ricordavo le tristissime feste di Natale, in cui tutti rimanevano nelle proprie aule a mangiare il panettone d'ordinanza e a bere un bicchiere di chinotto (una delle bevande che già allora adoravo), e poi dritti a casa. Oggi, invece, la metamorfosi: un liceo in fermento, gli alunni di cinquanta classi in perenne migrazione tra la sala rinfreschi, la discoteca (nel piano seminterrato) e la palestra (dove si è svolto il concerto vero e proprio). Facciamola breve ed ecco la mise che ho scelto (come sempre, mi sono dovuta fare le foto da sola, quindi portate pazienza se non sono il massimo):
Con un semplice paio di jeans a vita bassa e una dolcevita in angora bianca con collo ad anello, ho deciso di indossare una meravigliosa giacchina, realizzata all'uncinetto in cotone nero da mia nonna materna. Qui sotto la vedete in dettaglio: completamente aperta davanti, senza bottoni, ha le maniche che si fermano al gomito e leggermente a pipistrello. Non so se riesce a distinguere come è costruita: ogni singola foglia e ogni singolo fiore sono stati prima lavorati separatamente, poi cuciti assieme per formare infine quel che vedete. Ho sempre amato mia nonna (anche se abbiamo lo stesso carattere, quindi non andiamo granchè d'accordo, e poi, dopo l'ictus di qualche anno fa, non riesco nemmeno più a parlarci, sigh) e poter indossare un'opera d'arte manuale come questa mi rende ancora più orgogliosa di essere sua nipote. Ecco la mia adorata collana con pendente in argento raffigurante la Croce del Sud. Come tutte le groupies che si rispettino, ecco il mio 'trofeo': la playlist usata dal chitarrista della band nu metal (chitarrista, scusami ma non ricordo il tuo nome, nè tantomeno il nome della band in cui militi), rimasto attonito alla mia richiesta (ragazzo, you've got a long way to go). Menzione speciale per 'Roots Bloody Roots' dei Sepultura, riproposta con vigore inaspettato. Grazie, cari giovani musicisti, per aver scelto di 'coverizzarla': al tempo dell'uscita di questo album (aperto proprio da 'Roots Bloody Roots'), ho avuto diversi incubi incentrati sugli inquietanti intrecci venosi che si stagliano dietro l'indigeno della Foresta Amazzonica; ora i ricordi sono stati smossi e mi ritroverò a sognare le vene dietro l'amazzonico per ancora chissà quanto altro tempo. Ad ogni modo, trovandomi lì circondata dai miei alunni e vedendo alcuni di loro suonare (tra cui una splendida cover di questa canzone), mi sono emozionata come non mi capitava da diverso tempo: a differenza della maggior parte dei miei colleghi, letteralmente rinserrati in sala insegnanti, ho partecipato al concerto con estremo piacere, togliendomi, almeno per un giorno, il vestito mentale della prof e tornando ad essere semplicemente me stessa. Ultimamente, per necessità direi, mi trovo a riflettere spesso sulle nuove generazioni, sui loro valori, sulle aspirazioni e sulle speranze che li animano: a volte io sono la prima a essere critica nei loro confronti, ma finchè ci saranno chitarre elettriche suonate con la passione e l'amore che ho visto e sentito oggi, sono convinta che non tutto sarà perduto.
La puntata odierna di 'What Is In My Bag?' ospita Holly, lettrice di lunga data di questo blog, blogger a sua volta, nonchè creatrice di splendidi bijoux e gioielli.
![]() La sua borsa, come vediamo, è una 'Spy Bag' di Fendi, una delle più ricercate 'it bags' del momento: questo modello è realizzato in canvas monogrammata con la doppia 'f' e pelle, ha una forma morbida e una serie di taschine nascoste, da cui appunto prende il nome. ![]() ![]() Lasciamo la descrizione del contenuto alla legittima proprietaria, partendo dalla prima foto in alto a sinistra: - iPod e Nintendogs per i miei spostamenti in autobus (non ho la patente) sono essenziali per non addormentarmi - passaporto sempre dietro perchè non ho la carta d'identità - portasigarette Gucci nero - portachiavi a forma di farfalla e "Born to shop" tag regalo di un'amica che vive a Philadelphia. - nella bustina piatta Vuitton ci sono monetine e biglietti dell'autobus - occhiali da sole Astuccio portamatite di Furla (nell'immagine in basso a sinistra): contiene matite e gomme, più un pennarello rosa regalo di mio figlio perchè sa che è il colore preferito della mamma. Nella prima immagine in alto a destra, ecco il contenuto della bustina bordeaux di Prada: - scatolette in metallo Hello Kitty - fazzoletti di carta - confezioni di caramelle alla cannella di Victoria's Secret, acquistate a New York (in quella ovale ci sono le caramelline a forma di bocca, nell'altra nera ci sono quelle a forma di slip o reggiseno) - portalenti a contatto Hello Kitty - porta-biglietti da visita, sempre Hello Kitty. La bustina nera (ultima immagine) contiene il necessario per i ritocchi: - fondotinta in crema Revlon - cipria e fard Bourjois - Labello, un Juicy Tube, Lip Venom, matita 'beige-nudo' per labbra di Deborah. Non è tutto il mio necessaire per il make-up ma solo quello per i ritocchini veloci, non mi piace portare in borsa tutti i trucchi! Infine, dalla tasca nascosta della borsa escono due cellulari: al Samsung è appeso un charm MAYLILY, nato per le borse ma che io uso anche per il telefono, con le perle e uno con un cuore di Swarovski. Borsa dai volumi importanti, che da sola costituisce un deciso fashion statement, e contenuto scelto in base alle necessità giornaliere - l'iPod e il Nintendogs, usati come passatempi durante i viaggi sui mezzi pubblici, la bustina del make-up per i ritocchi veloci, ad esempio - e in base alle affettività - i ricordi delle amiche, il pennarello rosa regalatole dal figlio. I contenuti indicano uno spirito pragmatico ma molto femminile: praticità e piacevolezza estetica sono i criteri con cui vengono scelti e selezionati gli oggetti da portare con se tutti i giorni.
Immancabili le ubique Lindsay Lohan e Paris Hilton: discutibili dal punto di vista umano, ma inattaccabili da quello dell'immagine e del ruolo di trend-setter. Le si può amare o odiare, ma bisogna comunque prendere atto che sono loro, attualmente, quelle che fanno tendenza, che indossano il meglio del meglio e che dettano legge in ambito di moda e accessori. Le case di moda hanno capito l'antifona ed agiscono di conseguenza, anche scegliendole come propri simboli. Qui sopra vediamo le due con una 'bowling bag' in pelle bianca, decorata da un grande logo dorato e da una fascia rossa e blu (modello, questo, appartenente ad una collezione di qualche anno fa). Ancora lo stesso modello per entrambe, ma in colori diversi: Lindsay ha una 'medium shoulder flap bag' in rosso, mentre Paris in bianco, sempre decorate dalla doppia 'g' incrociata in oro e dalla fascia centrale in rosso e nero. Ancora la Lohan con un modello della collezione a/i 2005/06: una 'medium Boston bag' che riprende una fantasia d'archivio di casa Gucci, profilata in pelle blu. La Lohan all'inizio della sua carriera 'da grande' (non dimentichiamo che il suo debutto è avvenuto a soli tre anni), ancora in versione 'rossa', con una 'medium Hobo bag', in canvas con doppia 'g', dettagli in pelle turchese e chiusura con morsetto (anche questo è un modello di qualche anno fa ma assurto a vero e proprio classico). Eccola infine con una 'tote bag', una borsa a mano in pelle Guccissima bianca, profilata in pelle liscia, anche questo modello della collezione a/i 2005/2006. Passiamo invece alla socialite più famosa del mondo, ovvero Paris Hilton. Qui sotto la vediamo indossare un modello dell'ultima collezione: una 'medium flap bag' in nero, realizzata in canvas con logo, profili in pelle e catenella che collega tracolla e chiusura metallica centrale. Ancora un altro modello appartenente alla stessa linea: una 'medium Boston bag' realizzata in canvas con logo, profili in pelle bianca, fascia centrale rossa e nera e catenella dorata. Visto che Paris è una donna dalle mille risorse economiche, la vediamo, nella foto a sinistra, con un'altra borsa ben riconoscibile, appartenente alla linea 'Cambon' di Chanel. Jessica Simpson, ex 'newlywed' (ormai è definitiva la separazione dal marito Nick Lachey), è stata grande fan delle borse Gucci, specie qualche anno fa. I ritocchini estetici dai risultati discutibili erano ancora lontani, ma l'amore per le griffe era già ben presente: qui sotto la vediamo con una 'Hobo bag' in pelle color cognac, caratterizzata da un grande morso in metallo. Stesso modello ma in nero. Stesso modello, ma in tessuto operato rosa. Un'altra Jessica, l'attrice Alba, ha dimostrato una certa propensione per le borse Gucci: qui sotto, a sinistra, porta al braccio una 'Boston bag' in velluto operato e chiusura metallica frontale, mentre a destra ha un modello personalizzato, realizzato in canvas con logo e dettagli in bambù (altro riferimento ad una linea classica di Gucci). Kimberly Stewart, figlia di Rod Stewart e socialite a tutti gli effetti, qui porta in mano una 'Boston bag' dell'ultima collezione, in velluto nero, profili in pelle, catenella dorata e fascia centrale in velluto operato verde e rosso. In un collage, vediamo vicine Vivica A. Fox con una borsa Gucci di qualche stagione fa (canvas con logo e dettagli in pelle dorata), ancora la Hilton con un borsone multitasca da viaggio e la maliziosa Carmen Electra con una semplice pochette monogrammata con profili in pelle color cognac. Ci avviciniamo alla conclusione con una foto-simbolo: pur non avendo trovato immagini ritraenti Nicky Hilton con una borsa Gucci, eccola all'uscita di un negozio Gucci; dite che dentro quell'enorme shopping bag non ci sia nemmeno una misera borsa? Infine, riservo un piccolo spazio per me: non possiedo borse Gucci, ma vado orgogliosissima di un foulard (intravisto anche qui) che mi è stato regalato alla fine degli anni '90 dal fidanzato di allora, quello che ho sempre nominato come il 'dottore', un disastro dal punto di vista relazionale ma dotato di un gusto davvero notevole. ![]() L'ho appeso allo stendibiancheria affinchè sia ben visibile. Realizzato in seta, è diviso in riquadri, contenente ognuno un oggetto diverso, tra cui molti simboli della maison Gucci: partendo da estrema sinistra, un fiore rosso, una farfalla, due arance, ortensie in un vaso cinese, un sole raggiante, due Bamboo Bags, due pesci tropicali, tre tazzine da caffè, un morso per cavallo, altre due ortensie in vaso cinese, una staffa, due mocassini con morsetto, un paio di stivali da equitazione con frustino, altre quattro tazzine, due farfalle e due mele. Il fondo è sui toni del blu, mentre gli oggetti sono coloratissimi, dalle tinte così vivide da sembrare quasi vere. Vorrei anche mostrarvi lo strepitoso foulard 'Flora' in rosso (un tripudio di fiori, farfalle e ben cinque libellule, altra fantasia storica, ideata nel 1966 da Rodolfo Gucci per Grace Kelly), che il 'dottore' regalò a mia sorella per la laurea, ma purtroppo non l'ho mai fotografato. Appena ne avrò l'occasione, colmerò questa lacuna, anche perchè si tratta di un'opera d'arte a tutti gli effetti.
La tragedia romantica per eccellenza, scritta da William Shakespeare prendendo ispirazione dalla triste storia dei due nobili amanti di Verona, separati dall'odio esistente tra le rispettive famiglie, eppure irrimediabilmente legati da un amore totale e totalizzante. Un amore tragico, il loro, non a caso definito death-marked sin dalle prime battute, un amore senza futuro che però rappresenta uno dei momenti più alti della poesia mondiale, un amore romantico amplificato dalle promesse iperboliche che solo i giovani riescono a scambiarsi. 'Romeo & Juliet' è il dramma che ho fatto leggere ad alcune mie classi, una lettura non semplice, e non solo perchè l'inglese del Bardo non è esattamente quello di Robbie Williams: i miei alunni, così come penso i loro coetanei in generale, cedono con difficoltà al romanticismo e alla poesia, ma è come opporre una resistenza che prima o poi viene a mancare, lasciando lo spazio alle parole, alle immagini, alla simbologia - complessa (morte, religione, sesso, mitologia e quant'altro) - che attraversa il dramma come un fiume sotterraneo, invisibile ma sempre presente. Il primo impatto non è stato semplice - facce annoiate, a volte infastidite dalla 'mielosità' di questi due amanti - eppure, il miracolo si è compiuto, con mio grande stupore e compiacimento. Mercoledì scorso ho accompagnato due terze a teatro, ad assistere alla rappresentazione in lingua originale della tragedia shakespeariana. Un po' la mirabile messa in scena da una giovanissima compagnia britannica di attori altrettanto giovani (portata in Italia da questa organizzazione), un po' l'impatto con l'ambiente teatrale, un po' il vedere la tragedia consumarsi sotto i loro occhi, fatto sta che le reazioni da parte loro sono state davvero entusiastiche e potete immaginare la soddisfazione che ho provato nel momento in cui ho visto loro felici: è stato come se mi fossero state ripagate le ore trascorse a spiegare i contenuti e la trama del dramma, a ripercorrere i passi più ostici, a ripetere quelli che stavano pensando ad altro i momenti salienti, a rassicurare, a spronare, ad incitare, a minacciare (a volte, anche questo si rende necessario). D'altro canto, la messa in scena ha stupito ed entusiasmato anche me, come non avrebbe potuto coinvolgere loro? In scena solo un'impalcatura di tubi metallici con qualche drappo chiaro, che diventava, di volta in volta, evocati dalle parole, i luoghi della tragedia - la dimora dei Capuleti, il balcone di Giulietta, una strada di Verona, la cappella del Padre Confessore, Mantova, il sepolcro dei Capuleti; l'ambientazione cinquecentesca è stata ripresa solo dai costumi (a metà strada tra stile antico e new romantic), mentre le musiche (dai Led Zeppelin ai Guns 'n Roses) riportavano la memoria ad un passato meno remoto, più riconoscibile, e questo amplificava le emozioni a dismisura. Una mirrorball, sospesa in alto e colpita da un fascio di luce, ha immerso il teatro il un'atmosfera quasi onirica, incantata, mentre in scena si assisteva alla festa a casa Capuleti, ai primi sguardi tra Romeo e Giulietta, alla speranza che quel brivido diventi amore per sempre. Che dire? Mi sono emozionata come una ragazzina, ho palpitato per una storia che conoscevo perfettamente, per l'avvicinarsi di una fine di cui ero al corrente, per una poesia nota eppure mai sufficientemente apprezzata, per un amore che avrebbe potuto essere tale fino alla fine ma che, invece, è stato tristemente interrotto dal fato. Per chi volesse approfondire, piccola guida a canzoni liberamente ispirate al dramma shakespeariano: 'Romeo and Juliet' dei Dire Straits e la bellissima cover delle Indigo Girls, 'It's Like Romeo and Juliet' in cui duettano Tupac Shakur e Lil' Kim, 'Juliet' dei Modern Talking, '(Just Like) Romeo and Juliet' dei Reflections e 'Juliet' dei LMNT, ce n'è davvero per tutti i gusti.
Non temiate: questo blog non si sta trasformando in una vetrina di borse! Il discorso è questo: attualmente sono molto presa con la scuola - tra compiti in classe da preparare e gli infiniti colloqui con i genitori (i temuti 'visitoni'), quindi non ho tempo per mettermi tranquilla e scrivere qualcosa di interessante e sensato allo stesso tempo; di conseguenza, 'approfitto' dei contributi che continuano ad arrivare per la rubrica 'What Is In My Bag', preferendo far parlare le borse, il loro contenuto e le loro legittime proprietarie.
Oggi è la volta di Chia, dichiarata 'Hello Kitty Addicted' (Raffyy, come ti dicevo nei commenti, sei 'circondata' ;P), la quale ci ha inviato un'immagine della sua borsa e contenuto, più un'appendice riguardante il make-up che porta sempre con se. ![]() Prima di tutto, è il caso di mettere in evidenza la borsa in questione, una 'Nèo Speedy' di Louis Vuitton, realizzata nel tessuto 'Monogram Denim', uno dei maggiori successi commerciali della scorsa stagione estiva, un modo fresco ed originale di dare nuova vitalità al monogramma Vuitton e allo stesso, intramontabile denim. Il contenuto rispecchia naturalmente la personalità estrosa della proprietaria: da sinistra, troviamo un foulard Burberry, con la tradizionale stampa a quadri sui toni del beige e nero, un foulard Hérmes rosa, una confezione di Compeed, un campioncino di crema per il viso Dior, un paio di occhiali da sole (modello 'Glossy' di Dior con montatura in simil-tartaruga), portafoglio (modello 'Koala Wallet') e portamonete Vuitton in 'Monogram Canvas', un cellulare Motorola V975 decorato da due dangle Hello Kitty, una collana di Tarina Tarantino (contenuta nel sacchettino rosa in primo piano), un paio di guanti color ciclamino in pelle scamosciata, caramelline e timbrino Hello Kitty (gadget di Mc Donald's). Nella borsa trova posto anche il 'Nintendogs' (non fotografato) e una trousse-sacchetta rosa, di cui ora vedremo il contenuto. ![]() Partendo da sinistra, troviamo un ombretto Revlon e uno Maybelline, un gloss Clinique, un burrocacao, un 'Juicy Tube' e un 'Juicy Crayon' (tonalità 8, 'White Grace') di Lancome, un gloss Bobbi Brown, un matitone per occhi nero e un mascara 'Magnascopic' di Estèe Lauder, un tubetto di crema Oil of Olaz, un burrocacao H&M e un ombretto in crema color oro di Sisley. Continuiamo con una palette-viso 'Dior Girly' (realizzata nell'estate 2004), un fard 'Diorshow', due braccialetti in perle colorate con pendenti HK realizzati da lei, molletta per capelli a forma di farfalla di Tarina Tarantino (nella scatoletta trasparente), un fiocco beige per capelli e una confezione di mollettine. Borsa molto femminile, completata da accessori raffinati e da oggetti di uso quotidiano, con un deciso tocco di rosa e di Hello Kitty; anche Chia, come Chanel e Alisea, ama portare con se diversi prodotti per il make-up, con cui ritoccarsi durante una giornata di lavoro. Dando un'occhiata al tutto, emerge una personalità vivace ed estroversa, eclettica (basta dare un'occhiata ai molti accessori - dai foulard alle decorazioni per capelli), capace di evolversi anche solo a partire da un semplice cambio di accessori.
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