Mi piace quando qualche lettrice di questo blog, che ha mandato una foto della propria borsa 'versione invernale' per 'What Is In My Bag', aggiorna la situazione inviandomi una foto della 'versione estiva'. E' già successo con Raffyy (che è passata da una Mandarina Duck in pelle nera ad una Hervè Chapelier verde e ciclamino), ed ora è la volta di AmicaCarmilla, che quest'inverno usava una Francesco Biasia in pelle nera. La protagonista della puntata odierna, italiana e residente a Londra, per la bella stagione ha optato per una borsa che mi ha colpito molto per la sua eccentricità. Si tratta di una creazione di Orla Kiely, acquistata un anno fa al 'Liberty Store' di Londra, caratterizzata da una deliziosa stampa anni '70 multicolore, con manici in gros-grain rosso, bianco e blu.
Ora analizziamo bene il contenuto, partendo dall'alto:
- fotocamera digitale Canon con custodia arancione
- girasole in vaso (AmicaCarmilla l'ha inserito nella foto per dare un tocco di colore all'insieme, non perchè se lo porta in borsa!
- Oyster Card (valida per viaggiare su autobus, tram e metropolitana)
- crema per il contorno occhi di La Prairie
- passaporto chiuso in una custodia blu
- chewing-gum alla menta
- Juicy Tube di Lancome
- chiavi varie e nastro portachiavi rosso e arancio di Dimensione Danza
- libriccino 'Little Miss Late' (per farsi perdonare eventuali ritardi ad appuntamenti)
- Elastico per capelli
- occhiali Ray Ban nel classico modello a goccia
- occhiali da vista di Gucci (nella custodia nera)
- agenda Moleskine con foto-tessere del suo ragazzo
- guida turistica Time Out di Valencia
- guida 'Bargain Hunters'
- Telefono cellulare Nokia 7360 (Art Deco) con auricolari e custodia in lana grigia
- iPod Nano con custodia in lana verde
- portafoglio in pelle color sabbia
Partendo dal presupposto che la nostra utilizza la borsa di cui sopra nel tempo libero (qui, ad esempio, una foto in cui compare la borsa), possiamo notare come davvero la personalità di una persona venga rispecchiata fedelmente da quel che decide di avere con se e dal 'contenitore' di tutti questi oggetti. L'amore per la fotografia (da notare che anche nella borsa invernale c'era la fotocamera digitale), così come quello per i viaggi, a breve e lungo raggio, fanno parte della sua personalità e della sua quotidianità, quindi non è un caso ritrovare qui oggetti legati a queste due passioni. La scelta di alcuni oggetti (gli occhiali da sole e il girasole) e della borsa stessa (con la stampa dal sapore antico e i colori ben armonizzati) indicano un cambio di stagione anche interiore, un desiderio forse più presente di uscire, di conoscere di scoprire. Il lato più squisitamente femminile e 'frivolo' viene rispecchiato dalla scelta di un nuovo cellulare, elegantemente decorato, di una crema 'lussuosa', di un gloss che sa di frutta. A proposito di frutta: se avevo descritto la borsa invernale come un frutto dalla scorza dura ma con un interno fantasioso, stavolta mi sento di paragonare questa borsa ad un frutto estivo (diciamo una pesca, no, anzi, una noce-pesca), colorato, vivace e decisamente 'succoso'.
Il post qui sotto, dedicato al 59° Festival di Cannes, sta andando lentamente verso la sua conclusione, quindi ne approfitto per postare una nuova puntata di 'What Is In My Bag', la rubrica di questo blog dedicata alle borse di lettori e lettrici e a quel che contengono. Con l'arrivo della bella stagione, ho notato come immagini di borse colorate, leggere, piccole o comunque comode vengono recapitate alla mia casella di posta, segno evidente di come il nostro stile, così come il nostro corpo, si adatta al cambio di stagione. Oggi è la volta di Nuez, blogger salentina residente a Milano, che ci ha segnalato la sua borsa. Eccola qui:
Si tratta di una borsa a tracolla Gola, in un bel giallo limone, nel classico modello 'Redford' (se non erro), acquistata su Yoox. Trattandosi di una borsa dal volume contenuto, gli oggetti che vi vengono inseriti sono pochi e ben selezionati:
- un telefono cellulare
- un pacchetto di fazzoletti di carta
- un burrocacao Labrosan
- una boccetta di smalto trasparente
- due pinze per capelli
- un ombrello ripiegabile
- un portafogli
- un fondotinta compatto L'Oreal, contenuto in una trousse azzurra
Vorrei intanto segnalare ai lettori che anche questa è una borsa 'Hello Kitty free' (Raffyy, questa precisazione è, come sempre, per te ;)), ma anche che si tratta di una borsa comoda e vivace, che contiene oggetti di uso quotidiano e personale, scelti per all'insegna della semplicità e della praticità, con un occhio di attenzione agli 'eventi non prevedibili' (l'ombrello pieghevole per ripararsi da un inaspettato acquazzone) e un altro ad una certa vanità femminile, presente ma contenuta (ci si limita ad un burrocacao, uno smalto e un fondotinta compatto, ovvero quello che si userà quasi sicuramente). Quando ho dato un'occhiata alla borsa di Nuez, devo ammettere di aver provato una certa fitta d'invidia: la borsa denota un grande rigore e un focalizzarsi verso quello che serve, senza perdersi inutilmente in oggetti che spesso portiamo con noi senza che ci siano reali probabilità di usarli. Se la sottoscritta appartiene alla tipologia 'donna-lumaca' (quella che deve portarsi dietro la 'casetta'), Nuez appartiene all'ambita (e ristretta) categoria delle 'donne-lepre', coloro che sono senz'altro più veloci nella vita di tutti i giorni, se non altro perchè non oberate da una borsa che pesa chili!
Anche quest'anno il Festival di Cannes, giunto alla sua 59a edizione, si sta imponendo per la mondanità, l'eleganza e le presenze hollywoodiane. Non solo una vetrina per i film della prossima stagione, è anche una vera e propria passerella a cielo aperto, presso cui molti accorrono giusto per il gusto di esserci. La competizione dei film in gara si affianca a quella sul tappeto rosso, dove le star europee e non si competono la palma del look meglio riuscito. Di seguito qualche esempio notevole a proposito (niente scivoloni, stavolta, solo splendore e glamour a piene mani).
Il 17 maggio, giorno dell'inaugurazione, è stato presentato 'The Da Vinci Code' di Ron Howard, attesissima (e criticata) trasposizione cinematografica dell'omonimo romanzo di Dan Brown. Al fianco di Tom Hanks recita Audrey Tautou, nella parte della criptologa Sophie Neveau. L'attrice francese, in occasione della prima, ha fatto una scelta piuttosto azzardata, indossando un miniabito bianco di Balmain (casa di moda storica in Francia), sorretto da un'unica spallina fittamente plissettata, con fascia drapè sul seno e orlo raccolto a fazzoletto. Un unico orecchino in diamanti e sandali dorati hanno completato un look anticonformista e nel complesso molto raffinato.
L'attrice cinese Lin Xi si è presentata all'inaugurazione del Festival indossando questo splendido abito di Hèrmes, realizzato in seta plissettata color 'Potiron' (simbolo della maison) e segnato in vita da una cinturetta. In mano l'attrice portava una deliziosa mini-mini Kelly, nella stessa tonalità dell'abito.
L'attrice cinese Ziyi Zhang, quest'anno membro della giuria, per l'inaugurazione ha scelto un abito di Giorgio Armani, realizzato in taffettà color scarlatto, con ampia gonna a palloncino più corta davanti, con breve strascico e corpetto riccamente ricamato. Orecchini rotondi, alto bracciale al polso ed anello in diamanti e rubino centrale sono i gioielli scelti, mentre ai piedi ha indossato un paio di peep-toe shoes nere.
Il 19 maggio invece è stata la giornata di Penelope Cruz, tra le protagoniste di 'Volver', ultima opera di Pedro Almodovar. L'attrice spagnola ha indossato un abito color crema di Rochas, senza spalline e completamente ricoperto da fitte ruches in tulle. L'abito è stato illuminato da un bracciale e un paio di orecchini in diamanti di Chopard.
Il giorno seguente, tra gli ospiti alla prima del film 'Selon Charlie' di Nicole Garcia c'erano anche i coniugi Manson. La splendida Dita Von Teese, donna dall'eleganza d'altri tempi, ha scelto un abito nero di Nina Ricci, con spalline e grande fiocco in vita in seta rosa cipria impunturata. Nessun accessorio per completare un look già d'effetto, impreziosito da un make-up raffinatissimo, tra occhi bistrati e bocca rossa.
Il 20 maggio si è tenuto l'esclusivo party sponsorizzato da Chopard. Tra gli ospiti più ammirati c'era anche Elizabeth Hurley, raggiante nel suo abito viola intenso di Versace, in raso e chiffon, con ampio spacco laterale, profonda scollatura e complesso gioco di intrecci plissè sotto il seno.
Dita Von Teese è stata invitata anche alla prima di 'Southland Tales' di Richard Kelly, tenutasi il 21 maggio. Ancora glamour allo stato puro per la regina del burlesque, che ha scelto un sontuoso abito nero con strascico, ampia scollatura e vistoso corsage color vinaccia su una spallina.
Il 22 maggio è stata la serata - tutta hollywoodiana - di 'X Men: the Last Stand', ultimo capitolo della trilogia, girato da Brett Ratner. Halle Berry, che recita nei panni di Tempesta, ha indossato un abito color beige intenso di Reem Acra, profondamente scollato davanti, con corpetto ricamato di cristalli e gonna in chiffon. Profusione di diamanti sugli accessori - diversi braccialetti, un anello portato al mignolo e orecchini a bottone.
Presente alla prima anche Anna Paquin, che recita nella parte di Rogue (nella foto a destra la vediamo con Shawn Ashmore, l'Uomo Ghiaccio del film). La giovane attrice canadese ha scelto un abito in chiffon color azzurro polvere, sorretto da un'unica spallina e segnato in vita da una fascia drappeggiata. Orecchini pendenti, sandali dorati con cinturino alla caviglia e clutch bag dorata sono gli accessori scelti.
Poteva mancare la socialite più famosa del mondo ad un evento così importante? Certo che no, quindi ecco Paris Hilton, diventata una habituè del Festival, sul red carpet, con addosso una tunichetta-miniabito scintillante di cristalli di Roberto Cavalli e sandali argentati ai piedi. Trovo molto azzeccata la scelta dell'abito, meno quella del make-up: non notate anche voi che ha il viso troppo bianco rispetto al resto del corpo? Che abbia ecceduto con la cipria?
Il 23 maggio è stato presentato il film 'Babel' di Alejandro González Iñárritu, girato tra Marocco, Tunisia, Messico e Giappone. Cate Blanchett, tra le protagoniste, ha indossato una mise piuttosto eccentrica e pericolosa (su un'altra sarebbe stata semplicemente ridicola), che però ha saputo portare con la consueta eleganza. Si tratta di una sorta di kimono in seta nera di Alexander Mc Queen, con il decollète incorniciato da due fasce bianche e nere di raso ed ampia gonna con strascico, ricamata a motivi floreali. Alle orecchie l'attrice indossava un paio di orecchini di diamanti a forma di stella.
L'attrice francese Elodie Bouchez ha partecipato alla prima dello stesso film indossando un bell'abito color salvia completamente plissettato, fermato in vita da una particolare cintura doppia in pelle dorata ed intarsiata.
Anche la modella Beatrice Borromeo, nipote di Marta Marzotto, ha presenziato all'evento, indossando un abito rosso di Valentino, con corpino drappeggiato, spalline fermate da nodi e gonna tutta formata da ruches in tulle. Grandi orecchini pendenti di diamanti completano un look molto elegante ed al tempo stesso sbarazzino.
Il 24 maggio è stato senz'altro il giorno di 'Marie Antoinette', l'attesissimo film di Sofia Coppola con cui viene riletta la controversa figura storica di Maria Antonietta, l'ultima regina di Francia, secondo quanto proposto nel romanzo 'Marie Antoinette: the Journey' di Antonia Fraser. Protagonista del film è Kirsten Dunst, che ha così rinnovato il sodalizio artistico con la regista Sofia Coppola, iniziato nel 1999 con il film 'The Virgin Suicides'. La Dunst si è presentata alla prima con i capelli rossi raccolti morbidamente e uno splendido abito di Rochas, molto criticato per la sua eccessiva semplicità. Personalmente considero lo stile di Olivier Theyskens romantico ed innovativo, quindi ho salutato con favore questa scelta, certamente non adatta a tutte. L'abito, in una tonalità polverosa di azzurro, è realizzato in seta, è completamente accollato davanti, mentre dietro si apre generosamente sulla schiena; la gonna è decorata da diverse applicazioni di uccellini in volo.
Alla prima del film era presente anche Elodie Bouchez, che ha optato per un abito in seta grezza di Chanel, decorato sull'orlo e sul decollète dall'applicazione di grandi camelie in stoffa. Come accessori un paio di strappy sandals e una clutch bag rigida color bronzo.
Presente anche la top-model italiana Maria Carla Boscono, giunta sul red carpet al fianco di Riccardo Tisci (designer di Givenchy), a Caroline Roitfeld (direttrice di 'Vogue France') e alla figlia di quest'ultima, Julia. Maria Carla indossava un abito di Givenchy con corpino tagliato a canotta in paillettes nere e gonfia gonna in piume; ai piedi un paio di decolletès in pelle lucida color grigio-beige.
Il 25 maggio è stato presentato il film 'Indigenes' del regista Rachid Bouchared; alla prima, tra gli altri, sono intervenuti il regista Francois Ozon e l'attrice francese Vahina Giocante, la quale, per l'occasione, ha indossato un bellissimo miniabito di Alexander Mc Queen, riccamente ricamato sulla scollatura tonda e in vita. Non trovo molto appropriata la scelta dei sandali aperti davanti, un semplice paio di decollète sarebbe stato più indicato.
Nel corso della stessa sera, inoltre, si è tenuto l'annuale galà addetto dall'Amfar, per raccogliere fondi a favore della lotta contro l'Aids. Tra gli invitati c'era anche Carine Roitfeld, direttrice di 'Vogue France', che si è presentata indossando un abito color cipria di Christian Dior, con bustino-corsetto stringato, decollète appena velato e gonna drappeggiata in vita. Unici accessori un paio di orecchini a cerchio con pavè di diamanti.
Ziyi Zhang è apparsa in splendida forma, indossando un abito di Armani Privè, con bustino aderente ed ampia gonna fiorata doppiata in tulle (il tema floreale era presente anche nel ricamo della borsetta); molto chic l'acconciatura, impreziosita da una broche arabescata in diamanti, e scenografico il collier di Chopard, un tripudio di fiori e foglie in pietre preziose.
L'attrice di origine britannica Amira Casar, tra le muse di Stefano Pilati, ha indossato un abito in taffettà di seta molto particolare, caratterizzato da maniche gonfie ad aletta, gonna corta ed ampia, corpetto aderente e chiuso da una fila di bottoni decorati da strass. Luccichii anche per la broche con perla centrale, appuntata sul decollète, per la borsina tutta ricamata e per le scarpe, decorate da una voluta tempestata di strass.
Sappiamo come il Festival di Cannes sia sinonimo di cinema, ma anche - e soprattutto - di mondanità. Dopo il grande galà dell'Amfar, il 26 maggio è stata la volta del tradizionale party indetto da Stefano Dolce e Domenico Gabbana, che ha richiamato il consueto circo di vippame. Tra mise davvero improponibili (si sono viste frange bicolori, piume dorate e pesci multicolor), si è distinta per eleganza quella di Maria Carla Boscono. La top-model ha scelto un abito in tessuto luccicante con cinturina a fiocco in vita, indossato semplicemente con un paio di sandali glitter di Miu Miu e un paio di orecchini pendenti, chiara dimostrazione che less is more.
Tra le ultime novità presentate a Cannes, l'ultimo film di Guillermo del Toro, ovvero 'El Laberinto del Fauno', una sorta di favola fantasy ambientata nella Spagna franchista. Tra le protagoniste della pellicola anche l'attrice spagnola Maribel Verdu, che ha scelto un look molto particolare per l'occasione (probabilmente l'avrei scelto anche io, al posto suo): abito nero con maniche ampie e lunga gonna di chiffon a balze, illuminato da una collana formata da perle dorate e pendente centrale a forma di croce. Capelli raccolti e make-up incentrato sugli occhi (molto bistrati) completano una mise eccentrica e rigorosissima al tempo stesso.
Il 28 maggio, ultimo giorno del Festival, è coinciso con la premiere di 'Transylvania', l'ultima opera di Tony Gatlif, con Amira Casar tra i protagonisti. Azzardata la scelta d'abito compiuta dall'attrice, che ha indossato una creazione di Nicolas Ghesquiere per Balenciaga: un vestito corto in seta cruda, con gonna a corolla in nero ed avorio, corpetto aderente decorato davanti da un ricamo a forma di ancora. Questo è un classico esempio di un potenziale disastro sul red carpet che, grazie alla personalità e alla nonchalance di colei che lo indossa, si trasforma in deliziosa eccentricità.
Penelope Cruz, invece, per la serata finale (che le ha riservato una bella sorpresa, ovvero la Palma d'Oro per migliore interpretazione 'collettiva' in 'Volver'), ha indossato un classico showstopper di Lanvin, in taffetà rosso fuoco, senza spalline, con corpetto aderente, complesso drappeggio sulla schiena e piccolo strascico; ha illuminato il look con un semplice paio di orecchini pendenti in rubini e diamanti.
Qui la lista completa dei premi assegnati, mentre qui la fonte di tutte le immagini.
Dopo aver parlato di molte borse di culto, stavolta tocca ad una maison francese che realizza due tra i modelli più ambiti (se non i più ambiti in assoluto) dalle donne di tutte le latitudini, ovvero Hermès. Fondata nel 1837 a Parigi da Thierry Hermès come selleria, l'azienda si è via via specializzata nella produzione di valigeria, borse e foulard, allargando sempre più il suo raggio d'azione. Dal 2004 Jean Paul Gaultier ne ha preso le redini, portando il nome di Hermès a livelli di fama insuperati. Il marchio è sempre stato sinonimo di perfezione e di lusso, discorso più che mai adatto per le borse (soprattutto il modello Birkin e il modello Kelly) della maison, desiderate da generazioni per il loro essere riconoscibilissimi status symbol. In questo post faremo un piccolo viaggio attraverso la storia di queste due borse e vedremo quali celebrities le hanno elette a proprie 'emanazioni di fascino'.
Quanti di voi riconoscono le immagini qui sopra? Sono tratte da un episodio (il numero 59 della quarta serie, dal titolo 'Coulda, Woulda, Shoulda) di 'Sex and the City', quello in cui Samantha si innamora di una Birkin color rosso scarlatto (e come darle torto?). Pur di non dover sottostare all'odiosa lista di attesa, comunica al commesso della boutique Hermès che la borsa serve a Lucy Liu per una premiere. La borsa viene consegnata nelle mani dell'attrice, mentre la povera Samantha, pesantemente alleggerita nel portafogli, è costretta ad ammettere la sua colpa, perdendo cliente e borsa allo stesso tempo. Grazie al famoso telefilm, le donne di tutto il mondo hanno conosciuto questa borsa, realizzata con i migliori pellami, cucita interamente a mano, un vero e proprio capolavoro di artigianato.
Il modello Birkin (disponibile in diverse grandezze, caratterizzato da forma rettangolare, volumi ampi e da una chiusura in metallo) ha preso il proprio nome da Jane Birkin, cantante ed attrice francese che ha ispirato, negli anni Ottanta, Jean Louis Dumas, presidente di Hermès International. I due si conobbero durante un viaggio aereo: la Birkin aveva una borsa straripante e si lamentava perchè non era sufficientemente capiente, quindi il solerte Dumas le promise di realizzarne una in base alle sue esigenze. E' notizia di qualche tempo fa, comunque, che l'attrice ha smesso di usare la borsa che porta il suo nome a causa di una tendinite, dovuta - dice lei - al suo peso eccessivo. Avendo a disposizione una borsa grande, l'impeto è quello di riempirla ben bene, con il rischio però di provocarsi danni alle braccia (a questo proposito, segnalo un articolo tra il serio e il faceto che tratta il medesimo argomento).
Quando si parla di Hermès, l'esperta numero 1 è Victoria Beckham, che possiede una collezione davvero invidiabile di modelli Birkin e Kelly, in una gamma ampissima di colori e materiali. Qui sopra la vediamo con due delle sue Birkin più belle, una color verde mela e una color mattone.
Tra le più famose fan del modello Birkin c'è anche Sarah Jessica Parker, l'eroina di 'Sex and the City', che ha scelto diverse borse in colori vari: si va dal classico color mattone al blu elettrico, passando per l'azzurro e il bianco.
Altra collezionista d'eccezione di Birkin è Rachel Roy, stilista e moglie del discografico Damon Dash: ne possiede moltissime, ma qui ne vediamo una color tabacco, una blu elettrico e una rossa.
La compianta Carolyn Kennedy Bessett, simbolo della perfetta eleganza wasp, era amante delle borse Hermès, che davano un tocco di raffinatezza in più ad un look sempre minimale e mai sopra le righe: usava solitamente due Birkin (una nera e una color zafferano) e una Kelly nera, per le occasioni formali.
Curiosamente, la Birkin è diventata la borsa-simbolo di due donne dello spettacolo americano diversissime tra loro, Martha Stewart e Lil' Kim, che ne hanno sfoggiato una ai processi che le hanno viste protagoniste negli ultimi mesi.
Iniziamo ora una veloce carrellata di altre celebrities che hanno scelto una Birkin come proprio bagaglio quotidiano. Partiamo con un modello in bianco, per cui hanno optato sia Kate Moss, qui in compagnia della figlia Lila Grace (la leggenda metropolitana dice che Kate usasse la Birkin come diaper bag), e la tennista Anna Kournikova.
Tre signore come Kathy Hilton (mamma delle rampolle Nicky e Paris), Catherine Zeta Jones e Demi Moore invece hanno scelto un modello in nero, decisamente un classico senza tempo.
Hanno scelto la stessa borsa in nero anche tre celebrities della nuova generazione, ovvero Nicole Richie (qui in compagnia del suo delizioso volpino di Pomerania), Ashley Olsen e Nicky Hilton (che l'abbia chiesta in prestito alla mamma?). Da notare come la borsa si adatti perfettamente al loro look casual, composto da skinny jeans (nel caso delle prime due) e da una semplice minigonna in jeans.
Ecco di nuovo Kate Moss, stavolta con una Birkin rossa, la stessa scelta da Serena Autieri: la modella ha un look più aggressivo (skinny jeans aperti in fondo e giacca di pelle), mentre l'attrice va più sul classico (una mantella indossata su maglietta nera a maniche lunghe).
Anche Kelly Klein, la bellissima moglie dello stilista Calvin Klein, di professione fotografa, possiede due borse Birkin, una in color cioccolato, una in azzurro cielo.
La mia guru in fatto di borse non poteva certo mancare all'appello, quindi eccola con una Birkin nel classico color 'Potiron' [1] (l'arancio-simbolo della maison), che usa addirittura come bagaglio a mano durante i suoi viaggi.
Qui invece sfoggia un modello in azzurro cielo, uno dei colori più belli dell'intera gamma cromatica disponibile.
Naomi Campbell non rinuncia alla raffinatezza di una borsa Hermès: eccola a sinistra con una Kelly in coccodrillo color grigio perla, mentre a destra sfoggia un modello 'shoulder' [2] color cioccolato.
La Birkin è, nell'immaginario collettivo, LA borsa per eccellenza, quella che è difficile, se non impossibile, da comprare, non solo per il suo prezzo, ma anche per le famigerate liste di attesa che attendono ogni possibile acquirente. L'immagine qui sopra, invece, dimostra che è possibile comprare una Birkin ORIGINALE senza attendere anni. La proprietaria di questo splendido modello di Birkin Shoulder in colore 'Etaupe' è una lettrice di questo blog, che ha gentilmente dato il suo contributo inviandomi alcune foto della sua 'conquista'. Magnifica, vero?
Concludiamo la parte del post dedicata alla Birkin con una bellissima immagine, tratta dalla campagna-stampa Hermès a/i 2004/2005, l'ultima realizzata dal fotografo Richard Avedon: questa immagine vede protagonista la top-model brasiliana Isabeli Fontana, 'vestita' di un foulard e di due Birkin, un modello classico in marrone e il modello 'shoulder' in arancio 'Potiron'.
Passiamo ora al modello 'Kelly', realizzato per la prima volta negli anni '50 appositamente per la principessa Grace di Monaco. Disponibile anche questa in diverse misure, materiali e colori, è una borsa più classica e strutturata, con un unico manico arcuato e una pattina frontale con chiusura metallica. Qui sopra ne vediamo una preziosissima serie in pelle di coccodrillo e un minuscolo esemplare (la 'Mini Mini') in pelle color tabacco.
Victoria Beckham, oltre a collezionare Birkin, ama molto anche il modello 'Kelly': a sinistra la vediamo con una borsa bicolore bianca e marrone, in perfetto pendant con gonna e camicetta, al centro ha un modello in pelle di struzzo color tabacco, mentre a destra va sul sicuro con un modello in nero con parti metalliche argentate.
A volte opta anche per modelli particolari, come dimostra la scelta eccentrica di una 'Kelly Fur', un'edizione limitata realizzata in shearling per la collezione a/i 2004/2005, un modello poco conosciuto ma ricercato dagli amanti delle borse Hermès.
Finiamo con una curiosità: molti sono i film e telefilm in cui protagoniste e personaggi sfoggiano una borsa Hermès (non solo 'Sex and the City', ma anche 'Will e Grace' e 'The Gilmore Girls'); tra questi segnalo una Birkin in pelle color tabacco, indossata da Gwyneth Paltrow in 'The Royal Tenenbaums', il film di Wes Anderson in cui recita nel ruolo di Margot Tenenbaum, e una Kelly in pelle di coccodrillo rossa, regalata a Kate Hudson nel film 'Le Divorce', girato tra Stati Uniti e Parigi da James Ivory. Due splendide Birkin (una nera e una rossa), inoltre, sono comparse al braccio di Jodie Foster nell'ultimo film di Spike Lee, 'Inside Man'.
[1] Il termine significa letteralmente 'seme di zucca'.
[2] Il modello 'shoulder' è un'innovazione introdotta da Jean Paul Gaultier, che ha trasformato i volumi della Birkin e ne ha allungato i manici, rendendola una vera e propria borsa da spalla.
L'amore che nutro per la fotografia (in particolare per quella di moda) non è un mistero per coloro che frequentano queste mie pagine. Se mi si chiedesse il nome di un fotografo della 'vecchia scuola' a cui sono particolarmente legata, il nome non potrebbe che essere quello di Helmut Newton, artista berlinese scomparso nel 2004. Sono sempre stata affascinata dalle sue enigmatiche 'amazzoni', donne forti che dominano un mondo parallelo in calze a rete e tacchi a spillo, altere nella loro nudità, indomite di fronte ad un mondo che spesso vorrebbe stritolarle; non potevo quindi farmi scappare la mostra 'Sex and Landscapes', organizzata a Palazzo Reale di Milano, dove ieri mi sono recata in sua compagnia.
Ecco qui sopra alcune immagini degli spazi espositivi, tutti giocati sul contrasto nero-fucsia e sugli specchi. Pur non essendo un'esperta nel campo della museologia, posso dire che l'allestimento mi ha lasciata un po' perplessa: ho trovato di forte impatto il contrasto cromatico, ma mi ha infastidito il pessimo posizionamento delle luci, che spesso andavano a disturbare la fruizione delle opere, centrate com'erano giusto in mezzo alle fotografie.
Pochissimi i ritratti di personaggi famosi esposti: oltre a due scatti di Naomi Campbell e uno di Monica Bellucci, è esposto questo splendido ritratto di Charlotte Rampling, che ha posato diversealtrevolte per l'artista tedesco. Qui assume l'aspetto di una conturbante 'Venus in Furs', con le gambe nude, i piedi issati su sandali minimali, pettinatura vaporosa e trucco da gran sera.
La mostra si sviluppa attorno ai temi del sesso e dei paesaggi, entrambi ritratti da Newton nel corso della sua lunga carriera. Mentre tutti, anche i neofiti, conoscono il Newton fotografo di tematiche legate al sesso, il Newton paesaggista è molto meno noto, a ragione, secondo il mio parere. Molti scatti infatti ritraggono paesaggi aerei, parti di aeroplani, vedute di aeroporti, che chiaramente facevano parte della vita dell'artista, ma che appaiono freddi, privi del 'tocco magico'. Una delle poche immagini della sezione 'Paesaggi' che mi ha colpito è questa qui sopra, scattata in Svezia: il mietitore solitario (la mia mente va a Wordsworth, deformazione professionale), ritratto di spalle, circondato da un cielo carico di nubi basse, è inquietante e prepotentemente simbolico.
Molte immagini di Newton, scattate negli anni '70 e '80, colpiscono ancora oggi l'occhio dello spettatore per la loro modernità estrema, se non addirittura per la loro atemporalità. L'immagine qua sopra, intitolata 'Cà del Bosco' (prende il nome dall'azienda agricola in provincia di Brescia dove è stata scattata), assomiglia ad un tableau vivant, dove quattro donne, truccate ed ingioiellate in maniera raffinata, consumano un pasto, servite da un compito cameriere. Non è affascinante osservare la disposizione dei bicchieri sulla tavola e l'alternanza negli sguardi delle commensali (le due centrali guardano il proprio piatto, le due esterne rivolgono gli occhi verso l'esterno)?
'Hinterhofakt' è senz'altro lo scatto che mi ha più colpita, soprattutto perchè l'ho visto dal vivo dopo averlo ammirato molte volte sui libri. Quel che mi lascia ogni volta stupefatta è la composizione dell'immagine - il corpo nudo steso sul pavimento, i tacchi luccicanti, il telefono, i cuscini - circondata da un alone di oscurità che la mette ulteriormente in risalto.
Ecco, infine, la mia collezione di libri che raccolgono immagini di Newton: in alto da sinistra 'The Best of Helmut Newton', con in copertina un ritratto di Jodie Foster, 'A Gun For Hire' (scatti da campagne pubblicitarie e servizi di moda), 'Big Nudes' (i ritratti 'megalitici' degli anni '70), 'Sex and Landscapes' (il catalogo della mostra), 'Playboy Helmut Newton' (scatti realizzati per il mensile statunitense), 'Helmut Newton Work' (la summa della sua fotografia) e 'Private Property', acquistato da Astrid a Berlino durante una visita alla fondazione a lui dedicata.
Scusatemi per la prolungata assenza dal blog: non è un periodo granchè semplice per la sottoscritta, tra qualche disturbo fisico (no, non le placche, per fortuna), un po' di stanchezza, qualche pensiero 'pesante' e l'arrivo del caldo. Interrompo però il silenzio degli ultimi giorni con una nuovissima puntata di 'What Is In My Bag', il reality show 'accessorifero' di questo blog. Protagonista di oggi è una vecchia conoscenza, ovvero Raffyy, a cui è già stata dedicata una puntata lo scorso inverno: la nostra, oltre ad avere una decisa somiglianza a Juliette Lewis, ama i prodotti di bellezza naturali, il cinema, la musica di Fiona Apple (e non solo!). Per l'occasione ci mostra la sua borsa estiva, una Hervè Chapelier in nylon verde con interno color ciclamino.
Raffyy ha scelto una borsa praticissima e colorata (conosco molte persone che sono fedeli estimatrici di questo modello in particolare), che contiene diversi oggetti di uso quotidiano, ovvero
- portafoglio nero
- custodia per gli occhiali da vista Dior
- bustina in nylon azzurro per il make-up
- il suddetto make-up: fondotinta compatto Clinique (nella confezione quadrata verde acqua), trio di rossetti L'Oreal, matita Clinique, gloss Maybelline e rossetto Clinique (quello dall'astuccio argentato)
- chiavi con portachiavi Furla a forma di anatra
- due telefoni cellulari
- Moleskine e blocchetto ad anelli
- confezione di fazzoletti di carta Lucart
- altre chiavi con portachiavi a forma di delfino trasparente, contenente del liquido azzurro e un altro piccolo delfino giallo
- portamonete in pelle con faccina di gatto
- custodia per occhiali da sole Calvin Klein
- libro ('Giorni Memorabili' di Michael Cunningham)
Come già notato nella precedente puntata avente la stessa protagonista, qui ci troviamo davanti una borsa pragmatica, senza alcuna concessione alla frivolezza e a decorazioni 'kittose'. A differenza di quanto osservato nella versione invernale, però, qui si indulge maggiormente (ma sempre in maniera contenuta) sul settore femminile per eccellenza, quello del make-up. La scelta stessa della borsa (piuttosto trendy) fa presupporre una sorta di 'divisione' dell'anno in due parti, come è naturale che sia: la borsa invernale è più sobria e contiene oggetti più spartani, quella estiva invece è più grande e colorata, e contiene oggetti pur sempre di uso comune, ma maggiormente ricercati. Raffyy è senza dubbio una persona che non si perde in chiacchiere nè in leziosità; preferisce perdersi - come darle torto? - tra le pagine di un buon libro!
Probabilmente nessun'altra pop star ci ha abituato allo spettacolo, alla metamorfosi e all'istrionismo come Madonna. Dopo aver attraversato indenne e sempre sulla cresta dell'onda quasi tre decenni di carriera, sembra aver definitivamente abbandonato gli eccessi e le cadute di stile del passato: dopo essersi sposata con il regista scozzese Guy Ritchie, ha deciso di trasferirsi con tutta la famiglia in Gran Bretagna, nella residenza di Ashcombe House, in una vallata del Wiltshire. Questo servizio fotografico, realizzato da Tim Walker ed apparso sul numero di agosto di 'Vogue US', ha sancito la trasformazione forse più radicale della sua intera carriera: la 'material girl' degli anni '80 era ormai diventata una perfetta gentildonna di campagna, appassionata di cavalli e di vita all'aria aperta. Questo nuovo stile di vita è stato quasi messo a repentaglio qualche mese fa, quando la cantante, nel giorno del suo 47° compleanno, è caduta da cavallo, fratturandosi una mano e diverse costole. Dopo essersi ripresa dall'incidente, però, la nostra ha ben pensato di 'sfruttare' questo evento inatteso inventando una nuova immagine di sè, giusto in tempo a lanciare il suo prossimo tour mondiale, che inizierà il 21 maggio da Los Angeles.
La collaborazione [1] con il fotografo Steven Klein ha infatti portato ad un servizio fotografico di ben 58 pagine, pubblicato nel numero di giugno del mensile 'W'. Qui Madonna rende omaggio alla sua passione per i cavalli e l'equitazione con una serie di immagini molto suggestive, in cui vige un'atmosfera cupa, passionale, a tratti gotica.
Qui sopra vediamo due delle immagini più suggestive dell'intero servizio: Madonna, vestita di nero, con i capelli raccolti in un elegante chignon basso, fronteggia uno splendido cavallo bianco, non bardato e senza redini, nell'atto di volerlo domare. Lo scenario che accoglie la scena è quasi gotico: l'orizzonte si stende libero a vista d'occhio, sullo sfondo un cielo minaccioso, solcato da nubi bianche.
Gran parte delle immagini sono state scattate al chiuso, all'interno di una stalla. Qui Madonna assume due volti: da una parte l'addestratrice vestita in maniera tradizionale - giacchina corta in vita, guanti al polso e cappello a tuba, fermato sotto il mento da una cinghia di pelle, dall'altra l'addestratrice 'bizzarra', abbigliata come una dominatrix - slip in vinile, lunghi guanti al gomito e frustino in mano. Quale dicotomia, meglio di questa, riassume il presente e il passato di un'artista così controversa?
Ecco una variante del secondo tema estetico: Madonna, vestita di lingerie, le spalle coperte da un giacchino in plumetis e tessuto operato, calze a rete e stivali al ginocchio, è stesa a terra vicino al cavallo e gli siede vicino, quasi a confortarlo. Qui trovo splendido il contrasto cromatico tra il nero dell'abbigliamento e del mantello dell'animale e il bianco candido della pelle e dei capelli - acconciati in onde morbide e gonfie - della cantante.
Ancora l'opposizione tra tradizione ed eco erotico: a sinistra la copertina della rivista, a destra uno scatto in cui Madonna è stesa sul fianco del cavallo.
Qui sopra una sequenza di immagini in cui l'attenzione si rivolge al volto di Madonna: in questo caso, il fotografo ha lavorato sulla diversità di registri - il classico bianco e nero, il colore (leggermente livido, vengono messi in risalto i toni freddi) e il virato azzurro, che sottolinea ulteriormente l'atmosfera dell'intero servizio, in bilico tra passione e razionalità. In queste immagini, specie nella prima a sinistra, torna alla ribalta il frustino [2], oggetto s&m per eccellenza, che rimanda alla fase forse più scandalosa della carriera di Madonna, culminata con la pubblicazione dello 'scandaloso' libro 'Sex'.
Nel 1992 la cantante realizza l'album 'Erotica', da cui viene estratto il singolo omonimo, accompagnato da un video - girato da Fabien Baron - molto discusso, che riprendeva le atmosfere oltraggiose del libro fotografico. Nel video la cantante veniva ritratta, tra le altre cose, anche nel ruolo di 'vestale del sesso', colei che prometteva ad un ipotetico amante 'I'll teach you how to', armata appunto di frustino e di unghie acuminate.
A questo punto è legittimo chiedersi se il 'ripescaggio' di questo immaginario, a più di dieci anni dalla sua prima presentazione, possa ritenersi ancora un punto a vantaggio dell'artista, o se invece non si tratti di riciclaggio per mancanza di argomenti migliori per far parlare di sè. I quarantasette anni suonati di Madonna, a mio modesto parere, rendono ancora più malizioso e challenging il gioco visivo in questione, che io intendo come una sorta di 'omaggio' al proprio passato e ad un'identità in perenne evoluzione.
[1] Ricordiamo come i due abbiano già lavorato assieme nella realizzazione di un servizio fotografico, apparso sempre su 'W' nell'aprile 2003, prima del 'Reinvention Tour'.
[2] Un frustino verrà utilizzato da Madonna anche nel 1995 nel video 'Human Nature' (all'epoca dell'album 'Bed-time Stories'), girato da Jean-Baptiste Mondino: si fa riferimento sempre all'estetica s&m/fetish, ma con un tono molto più ironico e divertito.
Eccoci arrivati al fine-settimana (non è una beffa il fatto che torni a lavorare giusto domani, dopo una settimana di reclusione causa placche in gola? Mah...) e ad una nuova puntata di 'What is in My Bag', il reality show impiccione, la cui idea-base ('fammi vedere quel che contiene la tua borsa e ti dirò chi sei') si è impadronita di molti lettori di questo blog, che hanno aperto di buon grado le proprie borse, esponendo al pubblico quel che esse contengono.
Oggi è la volta di Lise, frizzante blogger che con 'bassa autostima e tacchi alti' (come recita il sottotitolo del suo blog) racconta le proprie vicissitudini in quel di Milano. Lise ha anche un blog dedicato tutto alle borse altrui: tempo fa ha dedicato un post alla mia Balenciaga, quindi mi sembrava il minimo ricambiare!
Ecco qua una visione d'insieme della borsa (ribattezzata 'Sabrina' dalla sua proprietaria) e del suo contenuto: si tratta di un modello della nuova collezione Guess (linea 'Diamond G'), è realizzata in tessuto monogrammato e ha i manici in bambù.
Contiene:
- occhiali da sole Givenchy (invernali, da città)
- due cellulari Nokia (uno privato e uno aziendale)
- il badge aziendale
- un portafogli (Nazareno Gabrielli)
- una confezione di 'Powermint Strips' di Vigorsol
- gloss e burrocacao
- specchietto
- i-Pod Nano
- porta-carte di credito
Qui sopra rivediamo i due cellulari e l'iPod Nano. Due parole su quest'ultimo: subito ribattezzato 'Osvaldo', è stato purtroppo perso da Lise, quindi questa è l'ultima immagine che lo ritrae. La proprietaria ha scritto un post dedicato alla perdita di questo oggetto (era stato anche personalizzato con la serigrafia 'la musica di Lise a spasso per la metropoli'). Posso solo dire che la capisco e che posso solo immaginare cosa voglia dire perdere un oggetto a cui si è legati: non è solo questione del valore economico, ma specialmente di quello affettivo. A destra invece ritroviamo il gloss e il lip balm Biotherm, il burrocacao Labello al gusto vaniglia e mandarino e un doppio specchietto rotondo.
La borsa scelta da Lise è indubbiamente alla moda, molto decorata (notare come le taschine frontali siano tagliate a smerlo) e questo, in qualche modo, comunica lo stile e il carattere della sua proprietaria. Gli oggetti che la borsa contiene sono oggetti di uso quotidiano, semplici, senza alcuna concessione alla leziosità (per Raffyy: qui nessun avvistamento kittoso), però molto femminile (la serigrafia dietro l'iPod e i lip gloss parlano chiaro), segni esteriore di una personalità decisa.
Ancora più che la notte degli Oscar, l'annuale Galà del 'Costume Institute' di New York si sta imponendo come evento immancabile, dedicato di volta in volta ad un aspetto diverso dell'eccentrico mondo della moda. Dopo la mostra del 2005, dedicata al genio di Gabrielle Chanel, quest'anno l'attenzione si è rivolta verso la 'nazione madre', la Gran Bretagna, alla cui cultura e al cui stile è ispirata 'Anglomania - Tradition and Transgression in British Fashion', mostra che si apre proprio oggi al 'Metropolitan Museum' di New York. Alcune tra le ossessioni squisitamente British - la classe, lo sport, il punk, la Casa reale, la campagna - sono presentate attraverso abiti d'epoca e abiti disegnati in epoca contemporanea, con l'intento di ricreare quell'unione unica di raffinatezza e trascuratezza che rendono lo stile britannico unico ed ineffabile.
Tra le protagoniste della serata c'è stata Sarah Jessica Parker, giunta al fianco di Alexander Mc Queen. Dopo una serie di apparizioni pubbliche con un lookmoltomisurato, l'icona di stile newyorkese per eccellenza ha finalmente osato, indossando questo abito di Mc Queen, realizzato in tulle color crema con applicazioni di pizzo, e decorato da una sopragonna in taffettà tartan. Come accessori una borsina nera, sandali a listini, una broche sulla spallina e orecchini pendenti.
Altra protagonista è stata Sienna Miller, simbolo dello stile britannico contemporaneo. Si è presentata al fianco di Christopher Bailer [1], designer di Burberry (maison storica), indossando un mini-abito firmato Burberry, completamente ricoperto da paillettes dorate, con piccola fascia a contrasto sotto il seno; come da consuetudine, Sienna ha indossato un paio di calze nere coprenti, un paio di scarpe in pelle lucida, e ha completato il look con orecchini pendenti a boules dorate.
All'appuntamento mondano non poteva certo mancare il premio Oscar Charlize Theron, splendida nel suo abito in raso scarlatto di Christian Dior Haute Couture. Accompagnata da un John Galliano in versione piratesca, l'attrice ha completato il look con un minuscolo paio di orecchini, trucco leggero e pettinatura raccolta.
Sia l'attrice Selma Blair, che Bee Schaffer (figlia della temibile Anna Wintour, in Dior Haute Couture) hanno scelto abiti di Chanel Haute Couture: bianco ottico con orlo obliquo ornato da ricami e piumette e decolletè velato per quello indossato da Selma (testimonial della collezione occhiali di Chanel), corpetto in paillettes e gonna in tulle color cipria per quello indossato da Bee.
Due top-model britanniche purosangue come Sophie Dahl e Stella Tennant hanno optato per due look molto diversi: la prima ha indossato un abito con corpetto in raso e gonna in taffettà azzurra e tulle, mentre la seconda ha scelto un abito in paillettes nere e pizzo di Burberry.
Ritorno alla mondanità per la neo-mamma Liv Tyler, che ha scelto un abito monospalla di Calvin Klein color blu notte. I capelli raccolti in un'alta coda e un semplice braccialetto di diamanti completano l'insieme.
Gretchen Mol, protagonista di uno dei film più attesi della prossima stagione, ha indossato un bell'abito di Chanel, con profonda scollatura sulla schiena, velata di tulle e decorata da un complesso ricamo in perline e paillettes argentate. Tornata al suo biondo naturale, ha acconciato i capelli in una morbida pettinatura ad onde e ha completato il look con un paio di orecchini di diamanti.
Drew Barrymore è ormai fedele ad uno stile ben preciso sul red carpet: abito nero che lascia scoperte le spalle, capelli raccolti e trucco da star. Anche in quest'occasione non ha fatto scelte azzardate, indossando un abito di Oscar de la Renta in pizzo nero con scollatura a punta; come unico accessorio ha scelto una clutch bag in tessuto argentato.
La top-model Linda Evangelista ha scelto un abito di Yves Saint Laurent, forse il capo più bello della collezione p/e 2005, disegnata da Stefano Pilati: un tripudio di ruches e tulle color rosa glicine, indossato con una collana in diamanti e una semplice clutch bag nera.
Jennifer Lopez, giunta assieme al marito Marc Antony, ha indossato un abito Versace realizzato in chiffon color cipria, completamente drappeggiato sui fianchi e sul corpetto; JLo ha tenuto i capelli sciolti, come accessori ha scelto una clutch bag dorata e un paio di orecchini a grappolo.
Versace anche per Ciara, una 'novellina' del red carpet, che però ha dimostrato di avere uno stile molto raffinato: ha scelto un abito con corpetto drappeggiato, grande scollatura rotonda e gonna decorata da un ricchissimo ricamo luccicante, amplificato dai glitter sulla pelle.
L'attrice Chloe Sevigny è arrivata al gala al fianco di Stefano Pilati, indossando una sua creazione (abito formato da fiori in chiffon bianco e segnato da una fascia nera sul decolletè), mentre la make-up artist britannica Jemma Kidd (giunta a fianco del marito, l'aristocratico Arthur Mornington, futuro duca di Wellington) ha indossato un abito di Amanda Wakeley, realizzato in chiffon color cipria e riccamente ricamato in nero sul corpetto.
Ecco altre due top-model, ovvero la britannica Jacquetta Wheeler e l'etiope Liya Kedebe. La prima ha indossato un meraviglioso abito di Alexander Mc Queen, completamente realizzato in pizzo color crema, mentre la seconda ha optato per un abito vintage di Balenciaga, caratterizzato da una stampa a pois neri su satin bianco.
Concludiamo con un terzetto d'eccezione, quello formato da Stella Mc Cartney (accompagnata da Scarlett Johansson), Luella Bartley (accompagnata dal fotografo britannico David Sims) e Phoebe Philo (accompagnata dal giornalista Hamish Bowles). Le tre designer, formatesi al prestigioso 'Central St Martins' di Londra (il college che ha visto sbocciare talenti come John Galliano, Alexander Mc Queen e Rifat Ozbek), sono per molto tempo state legate da rapporti di amicizia e collaborazione: la Mc Cartney, prima di disegnare una propria linea, ha lavorato per Chloè, avendo tra le proprie collaboratrici proprio la Philo, passata qualche anno dopo al timone della maison francese (da poco abbandonata per motivi di famiglia). La Bartley, invece, si è sempre messa in luce per uno stile che ricorda quello delle due colleghe, senza però troppe concessioni al lato più facilmente fashion.
Qui alcune immagini della mostra, mentre qui il bel servizio fotografico di Steven Meisel ispirato all'evento.
[1] Perdonate l'errore di scrittura sulla foto. Mi sono confusa tra il designer Christopher e il fotografo David Bailey.