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sabato, gennaio 27, 2007
La foto qui a lato è stata scattata nel pomeriggio, in una sala cinematografica vuota, in attesa che iniziasse uno dei film musicali più belli ed intensi io abbia mai visto. Riguardando la foto, una volta giunta a casa, mi sono accorta di come, chissà quante altre volte, io ritragga me stessa così: gli occhi bassi, il naso adunco bene in vista e la bocca coperta dal consueto collo alto. Mi ha colpita questa ricorrenza di posa, come se di fronte all'obiettivo (quando a scattare le immagini ci sono io) non possa evitare di assumere questa posa pensosa, che probabilmente mi viene naturale dopo una giornata di lavoro. Cambia il make-up (oggi sono andata pesante col viola), cambia la pettinatura (oggi capelli raccolti con le forcine, al posto del cespuglio alla Stevie Nicks che sembra avermi messo le radici in testa), cambia il maglione e tutto quello che gli sta intorno (una spilla vintage americana a forma di polipo, con tanto di strass sui tentacoli ed occhi rossi), ma rimane, fissa, quell'espressione tra l'esausto e il malinconico, quella mano sul collo alto, quella bocca coperta, segno di non si sa esattamente cosa. Tempo fa, riflettendo sull'autopercezione, ho sfogliato l'album che raccoglie le foto a cui tengo di più, da quando sono nata al 2002, e mi ha lasciata stupefatta la considerazione che, nonostante il passare del tempo, ci sono dei dettagli della mia persona e del mio comportamento che non cambiano, e forse non lo faranno mai: lo sguardo sempre basso o comunque sfuggente, le mani sempre vicine alla bocca, sempre qualcosa attorno al collo o al braccio o appuntato addosso, raramente un sorriso, come se l'esperienza di farsi fotografare fosse (sempre e comunque) una cosa seria, a cui non abbandonarsi. E' per questo che ammiro chi, di contro, è come se conversasse con la macchina fotografica, chi riesce a cogliere quello che non si vede, ma che emerge dall'immagine.

Il titolo deriva da un commento a questo post. L'ho preso in prestito perchè contiene qualcosa di imperioso e selvaggio che ho sentito subito mio.
Postato da: superqueen alle 23:06| commenti (31) | p.link

giovedì, gennaio 25, 2007
Ecco giunto il momento per un'altra puntata di 'What is in My Bag', il reality show di questo blog il cui obiettivo è semplicemente uno: curiosare nelle borse altrui. Nella convinzione che la scelta del proprio bagaglio quotidiano sia espressione esterna della propria personalità, di volta in volta blogger, lettori affezionati e gente di passaggio hanno deciso di svuotare le proprie borse, esponendone il contenuto alla pubblica opinione. Oggi - giornata decisamente invernale, punteggiata da una piccola nevicata notturna - è la volta di Valentina, 31enne milanese trasferitasi da poco a Firenze, dove convive con il suo ragazzo. E proprio il suo ragazzo è stato l'artefice di quanto vediamo qui sotto, visto che la 'Paddington' Chloè che fa bella mostra di sè, appoggiata ad una sedia in legno e paglia, è un regalo di Natale. Valentina non si nasconde dietro la sua passione per le borse, definendosi in tutta onestà 'un'ossessiva' (quanto ti capisco!): ogni giorno sceglie la borsa che utilizzerà, la prende dalla sua sacca antipolvere o dalla sua scatola e la riempie con quello che le serve; di sera, invece, la svuota e la ripone al suo posto (ecco, io ho un approccio molto più noncurante, ma ti capisco lo stesso!).



Tra le it bags dei mesi scorsi, la 'Paddington', al di là delle mode, rimane una borsa importante, non solo per le dimensioni, ma anche per la pelle morbidissima che la caratterizza, per i dettagli (quanto mi piace quella chiavetta!) e per la forma rilassata ed elegante. Vediamo ora cosa contiene la borsa:



- portafoglio Pollini nero con l'interno a soffietto per contenere ogni genere di foglietto e scontrino e ricordino e bigliettini di auguri a misura giusta!
- porta-biglietti da visita e fidelity card varie di Hello Kitty
- portamonete azzurro sempre Hello Kitty
- bustina Harrod's con dentro lettore MP3
- mini notes di un personaggio Sanrio del quale non ricordo il nome (si tratta di Badtz-Maru, il pinguino dispettoso, n.d.a.)
- chiavi di casa con portachiavi Furla a forma di paperella (regalo della mia amica Laura un paio di mesi fa quando sono andata a convivere)
- Game Boy Advance (il gioco è SuperMario Party, l'unico con il quale riesco a giocare), decorato da sticker che ritrae Lucy e Schroeder
- fazzolettini di carta e gomme Vigorsol
- cellulare Samsung
- libro 'La Fine dell'Amore' di Ilaria Bernardini
- penna Montblanc Meisterstuck
- mini pochette (stralurida -dovrei cambiarla, ma sono affezionata-) di Coccinelle che contiene: matita 'Le Crayon Khol' di Lancome (quando raggiungono la dimensione di un mozzicone finiscono in borsa), lucidalabbra 'Pure Color Crystal Gloss' di Estèe Lauder 'Pure Color' (tonalità 302, 'Frosty Blast'), mascara 'Magnascopic', sempre di Estèe Lauder, e mini specchietto di Snoopy H&M.

Come ho ripetuto più volte, già la scelta della borsa può essere considerato un elemento che 'parla' del proprietario: in questo caso, possiamo arguire che Valentina ami circondarsi di oggetti piacevoli ma utili, visto che la 'Paddington' è sì una borsa alla moda, ma è anche capiente e di qualità. Per quanto invece concerne il contenuto, emerge una personalità eclettica, che si esprime attraverso l'amore per la lettura e per la musica, senza trascurare una sana componente di ludicità (come dimostra il Game Boy Advance, ma anche gli stickers, il portamonete e il porta biglietti da visita). A questo proposito, al posto della consueta Hello Kitty, Valentina dimostra una predilezione per i Peanuts, buffi ed al contempo saggi personaggi creati dal genio di Charles Schulz, una scelta che va interpretata in chiave quasi vintage. Mentre Hello Kitty può essere considerata simbolo degli anni più vicini a noi (nonostante sia un personaggio creato nel 1976), mi viene naturale collegare i Peanuts ad un periodo diverso (diciamo anni '70/'80), che coincide con la mia infanzia/adolescenza; di conseguenza, i personaggi di Schulz vengono percepiti in chiave più nostalgica. Inoltre, emerge chiaramente il pragmatismo di Valentina, che porta con sè pochi oggetti essenziali (le chiavi di casa, il portafoglio), con poche ed utili concessioni al lato più frivolo, senza dimenticare - di nuovo - la passione per le cose belle, come dimostra la penna. Quasi tutti noi abbiamo una o più penne in borsa, ma scegliere una Mont Blanc è, a mio parere, un'ulteriore dichiarazione di stile.
Postato da: superqueen alle 09:04| commenti (27) | p.link

domenica, gennaio 21, 2007
Ricordate i tempi della gloriosa Hollywood, in cui immense personalità divistiche erano separate da quelle che sembravano insormontabili rivalità? Nella Hollywood del nuovo millennio le innocenti scaramucce del passato sono un ricordo sbiadito, visto che la corsa verso il successo si fa sempre più complessa e spietata. Ad esempio, due attrici della nuova generazione, che pare abbiano ingaggiato una vera e propria battaglia mediatica, sono Scarlett Johannson e Lindsay Lohan: entrambe originarie di New York, l'una ventitreenne, l'altra ventunenne, hanno iniziato le rispettive carriere da bambine nell'ambito pubblicitario, debuttando come attrici in film di successo. Con il procedere degli anni, quelle che sembravano artiste destinate a grandi cose, hanno preso strade completamente diverse: Scarlett è diventata addirittura musa di Woody Allen (con cui ha girato due film), assurgendo a simbolo dell'acculturata East Coast, mentre Lindsay, dopo il successo dei film targati Disney, stenta a trovare la propria dimensione, tanto da cadere in una spirale di autolesionismo, droga, alcool e quant'altro, in perfetto stile 'Chateau Marmont' [1] tanto appunto da diventare simbolo dell'effimera West Coast.
Il segno più evidente di questa rivalità sono le due immagini qui sotto, tratte dalle campagne pubblicitarie di cui le attrici sono protagoniste per la stagione p/e 2007. Entrambe hanno posato per Mert Alas e Marcus Piggott, con risultati molto diversi l'uno dall'altro. Scarlett è stata scelta come testimonial Vuitton per la seconda volta e viene ritratta in maniera botticelliana, tra riccioli d'oro, fiori, colori tenui e abiti in tulle.


Lindsay invece, dopo aver tentato di diventare testimonial per Chanel e per Vuitton, è stata scelta da Miuccia Prada per rappresentare Miu Miu: le prime immagini della campagna la ritraggono truccata pesantemente, con addosso una parrucca (?) rossa, inserita in un'ambientazione astratta a colori forti. Il lavoro poi di postproduzione effettuato sulle immagini, inoltre, la rendono quasi irriconoscibile, e in questo si riflette il carattere profondamente tragico della sua vita: nel momento in cui riesce a mettersi finalmente in luce a livello internazionale, ecco che viene meno il meccanismo di riconoscimento.



I gossip dicono che Lindsay (che vorrebbe vincere un Oscar prima dei trent'anni) odi profondamente la Johannson, forse per i successi che sta riscuotendo in ambito professionale, mentre è certo che fu la Lohan a soffiare la parte a Scarlett nel film 'Genitori in Trappola'; pur non essendo evidente, quindi, le due hanno molti punti di contatto e addirittura qualche punto in comune, come vedremo di seguito.



Una diversità riguarda l'ambito del look: le due sono molto diverse dal punto di vista fisico (Scarlett tiene molto alle sue forme generose, mentre Lindsay ha attraversato una fase di anoressia) e compiono delle scelte stilistiche pressochè opposte. Scarlett ha un'eleganza molto old school, sia nella vita di tutti i giorni (rifacendosi anche allo stile grunge), sia nelle occasioni formali, mentre Lindsay si è ritagliata un indiscutibile ruolo di trend setter (grazie anche all'influsso di Rachel Zoe), sfoggiando sempre abiti ed accessori all'ultimissima moda. Vediamole qui sopra durante una sessione di shopping: Scarlett ha scelto un abito-prendisole bianco a fiori, indossato con gladiator sandals piatti e una borsa Chanel (per la cronaca, l'attrice aveva fatto spese da Agnes B), mentre Lindsay, fotografata all'uscita dallo store 'Madison', indossa un abito bianco lasciato aperto sul decollète, accessoriato con occhiali da sole dalla montatura bianca e ballerine dorate.



Opposto è anche il rapporto con i paparazzi: Scarlett è piuttosto schiva, non è una party girl e cerca di rifuggere l'interesse della stampa (nell'immagine qua sopra, tiene il volto nascosto dietro un foglio su cui si legge 'I'm being harassed by the paparazzi taking these photos', ovvero 'sono stata perseguitata dai paparazzi che stanno scattando queste foto'), mentre Lindsay vive costantemente circondata dai fotografi, tanto che i suoi detrattori indicano proprio nei paparazzi (e nell'interesse mediatico da loro creato) i veri fautori del suo successo. Anche in questo caso, è molto diverso il look sfoggiato dalle due: semplice tuta di felpa per Scarlett, mise rock per Lindsay.



Vediamole ora nel massimo del loro splendore, in occasione di importanti red carpet: Scarlett predilige abiti in colori vivaci dalle linee cadenti, spesso pezzi vintage, che indossa con assoluta grazia, accessoriandoli con gioielli importanti, pettinature semplici ma d'effetto e make-up solitamente naturali. Nella prima immagine, agli Oscar 2006, indossa un abito Valentino, nel secondo caso un abito in raso giallo di Calvin Klein, nel terzo (alla premiere di 'The Prestige') un abito vintage completamente plissettato.



Lindsay, invece, a fasi alterne diventa una 'bambolina Chanel' (un po' come Rinko Kikuchi), presentandosi ad eventi mondani vestita spesso e volentieri da Karl Lagerfeld. Nel primo caso, indossa un abito in tweed con profili in perle, nel secondo uno splendido vestito in tulle appartenente alla collezione 'Haute Couture' p/e 2005, mentre nel terzo indossa un abitino in tulle nero con ricami in bianco, tratto dalla collezione 'Resort 2007'. In generale, lo stile di Lindsay sul red carpet è molto drammatico: indossa abiti dalle linee importanti, a volte molto elaborati, ama i gioielli, in particolare i diamanti, sfoggia un make-up incentrato sugli occhi ed è stata tra le prime a rilanciare la moda dello smalto nero.



Finora, a parte la passione comune per i diamanti, le due sembrano non avere nessun punto in comune, eppure, curiosamente, qualcosa che le lega c'è, come si può desumere dalle foto qui sopra. Non penso le due posino facendo il gesto di vittoria (reso celebre da Winston Churchill) chissà per quale motivo, ma semplicemente forse per allentare la tensione del momento o la noia di dover fermarsi per l'ennesima volta di fronte ai fotografi.
Finora, in questa battaglia mediatica, quella che ha avuto la meglio è stata sicuramente la Johannson: pur non essendo un'attrice particolarmente talentuosa, ha saputo compiere delle scelte molto oculate, che l'hanno fatta diventare richiestissima. La Lohan, invece, pur avendo partecipato all'ultimo film di Robert Altman, evidentemente deve ancora trovare la sua strada, obiettivo che forse raggiungerà dopo essere cresciuta e maturata ancora un po'.



Questo post, lungi dal voler mettere in luce l'una attrice rispetto all'altra, però, si chiude con un'immagine che considero simbolica: Lindsay Lohan nei panni di dj ad una festa organizzata da Diesel a New York, impegnata in un'attività in cui si impegna spesso e volentieri, a dimostrazione del suo carattere curioso ed eclettico. Al di là degli errori personali compiuti dalla Lohan e al di là del suo essere la mia guru n°1 in fatto di borse e accessori, bisogna ammettere il suo eclettismo e la sua modernità. Ce la vedete la Johannson a mixare dischi ad una festa?

[1] L'Hotel, modellato su un castello della Loira, si erge su Sunset Boulevard, ed è uno dei più famosi simboli di Hollywood: ricordiamo che in uno dei suoi bungalow morì John Belushi, mentre Helmut Newton si schiantò in auto contro uno dei muri del viale di accesso. Moltissime le personalità passate per lo Chateau, da Greta Garbo a Jim Morrison (che disse di aver perso una delle sue nove vite cadendo da una finestra dell'albergo), dai Led Zeppelin ai Grateful Dead.
Postato da: superqueen alle 12:10| commenti (47) | p.link

martedì, gennaio 16, 2007
Come da tradizione, anche questo blog da un resoconto di quanto visto ieri sul red carpet steso di fronte al 'Beverly Hilton Hotel' a Los Angeles, in occasione della 64a edizione dei 'Golden Globe Awards', la cerimonia di premiazione in ambito cinematografico e televisivo che apre la grande stagione mondana legata al cinema.
Quest'anno, a differenza delle edizioni precedenti, abbiamo assistito ad un inquietante appiattimento delle scelte stilistiche effettuate da celebrities più o meno in vista: moltissime hanno optato per abiti candidi, si sono visti molti column dresses (che hanno sì il vantaggio di donare un po' a tutte, ma a mio parere mancano di personalità), comunque, per nostra fortuna, i guizzi di originalità non sono mancati.



Iniziamo con la diva della serata, ovvero Angelina Jolie, stretta al fianco del suo Brad Pitt. Fasciata in un abito senza maniche di St. John, riccamente panneggiato, tanto da ricordare le creazioni di Madame Grès, la Jolie ha sfoggiato, oltre agli innumerevoli tatuaggi, alla parure (un po' pesante, a mio avviso) in oro e ad un elegante chignon, un'espressione tra l'annoiato e l'imbronciato, che ha abbandonato solo durante la premiazione di 'Babel'. Innegabile comunque la sua straordinaria presenza scenica e lo splendido contrasto tra abito elegante e tatuaggi.



Denota un'ottima padronanza della propria immagine e del proprio stile Chloe Sevigny, che ha scelto un abito monospalla vintage di Yves Saint Laurent. L'abito, in seta nera con stampa in bianco, è stato indossato con platform sandals allacciati alla caviglia da un complesso intreccio di stringhe.



Altra presenza fissa dei red carpet è Jennifer Lopez, la quale ha indossato uno splendido abito firmato Marchesa, simile a quello indossato qualche mese fa in occasione dei festeggiamenti per il matrimonio di Tom Cruise e Katie Holmes. Realizzato in seta nera, ha una bordura ricamata sui toni dell'oro e dell'argento che percorre tutto l'orlo e lascia la schiena praticamente scoperta; Jennifer ha completato il look con un paio di orecchini chandelier e un'acconciatura leggermente cotonata, scarpe di Jimmy Choo e pochette rigida di Roger Vivier.



Naomi Watts ha indossato un abito Gucci impreziosito da ricami a bordura. L'abito a colonna, senza maniche, è realizzato in taffetà di seta turchese e ha il corpino a fascia; l'attrice australiana ha completato la sua mise, semplice ma d'effetto, anche grazie al colore vivace, con un paio di orecchini pendenti in corallo rosa e una pochette Gucci, argentata con applicazioni metalliche.



Svetlana Metkina, tra le protagoniste del film 'Bobby' di Emilio Estevez, ha indossato un abito Versace color grigio metallizzato, non particolarmente apprezzato dai critici, ma che invece le dona particolarmente. Il punto forte è sicuramente il corpino, formato da fasce ricamate che si sovrappongono, lasciando bene in vista il decollète; gli accessori scelti per l'occasione sono una borsina cilindrica in jais e un importante bracciale a catena, completamente tempestato di diamanti.



Continuiamo la nostra passerella con Beyoncè, tornata alle sue forme giunoniche dopo l'eccessivo dimagrimento impostole per ricoprire il ruolo di Deena Jones in 'Dreamgirls' (ruolo per cui ha ricevuto una nomination come miglior attrice protagonista in una commedia o film musicale). La cantante/attrice ha scelto un abito di Elie Saab, completamente ricamato di paillettes dorate, con ampia scollatura e profondissimo spacco centrale. Gli accessori scelti - anello e orecchini in pendant, più bracciale rigido - sono un po' troppo massicci, ma completano in maniera armoniosa un look decisamente sexy.



Veniamo ora alle quattro mise che preferisco, partendo da Cameron Diaz. Single dopo anni di fidanzamento con Justin Timberlake, l'attrice è apparsa in splendida forma, indossando un bell'abito di Valentino, realizzato in tulle, con gonna a volant, corpetto aderente, segnato in vita da una cintura di strass con fiocco in satin nero, e piccola spallina ad aletta. Trovo che il nuovo colore di capelli (dopo anni di biondo) le doni particolarmente, così come trovo eccentrica quanto basta la scelta di indossare non si sa esattamente quanti carati di diamanti, tra bracciale e cocktail rings assortiti, tutti gentilmente concessi da Cartier.



Passiamo poi a Sarah Jessica Parker, che ha partecipato alla cerimonia in veste di presentatrice. La fashion icon è stata ultimamente molto criticata per le sue scelte stilistiche, considerate troppo semplici e poco esuberanti (uhm, probabilmente qualcuno ancora pensa che SJP debba continuare a fare Carrie Bradshaw?), ma ha così dimostrato di avere personalità e di non lasciarsi influenzare dai gossip. Per questa serata ha scelto un sobrio abito da cocktail di L'Wren Scott, realizzato in broccato di seta color rosa cipria con sfumature dorate, che si sposava alla perfezione con i capelli striati di biondo, lasciati sciolti. Come accessori l'attrice ha scelto peep toe shoes e pochette di Christian Louboutin, anello e bracciale in diamanti di Verdura.



Rasenta la perfezione Evangeline Lilly, tra i protagonisti di 'Lost' (candidata come miglior attrice in un serial tv drammatico), la quale dimostra come la scelta giusta di abito e make-up rende inutile l'uso di qualsiasi altro accessorio. L'attrice ha optato per un abito Versace in chiffon dalle sfumature delicatissime (sui toni del rosa antico, del beige e del giallo), con corpino mosso da fasce plissè incrociate. I capelli sono stati arricciati e lasciati sciolti, mentre il make-up ha un effetto naturale; nessun accessorio, ma solo un bel sorriso a far risaltare gli splendidi occhi verdi.



Ultima, ma non ultima, la nostra beniamina Rinko Kikuchi, a cui abbiamo dedicato un post qualche giorno fa. Rinko, in qualità di 'Karl's Japanese Doll', ha indossato un abito Chanel appartenente alla preziosa collezione 'Paris-Montecarlo' (stagione 2006/2007), con cui la maison parigina rende omaggio agli artigiani (Desrues per la bigiotteria, Lesage per i ricami, Lemarié per le piume, Massaro per le scarpe, Michel per i modelli) che l'hanno resa famosa in tutto il mondo. L'abito è un tripudio di tulle bianco, con cui sono realizzate anche le innumerevoli rosette applicate un po' ovunque, mentre sono di raso nero i fiocchi che trattengono le spalline. La mise da reginetta primaverile è completata da peep toe shoes nere, pochette rigida e preziosi orecchini in diamanti a forma di camelia.

Qui la lista dei nominati e dei premiati.
Postato da: superqueen alle 19:00| commenti (55) | p.link

venerdì, gennaio 12, 2007
In attesa di scoprire cosa indosseranno le star del cinema alla prossima edizione dei 'Golden Globes', prevista per il 15 gennaio, vorrei attirare la vostra attenzione su Rinko Kikuchi, attrice giapponese ventiseienne che ha fatto molto parlare di se per l'intensa interpretazione che da in 'Babel' di Alejandro González Iñárritu (dove interpreta la sordomuta Chieko), grazie al quale ha ricevuto diversi riconoscimenti. L'attrice, originaria del distretto di Kanagawa, rappresenta un modello femminile molto diverso rispetto a quello a cui siamo abituati (basti pensare ad attrici dell'Estremo Oriente come Gong Li e Ziyi Zhang, o a modelle come Ai Tominaga e Du Juan): esilissima, non particolarmente bella, ha un viso piuttosto inusuale, naso piccolo e denti sporgenti, eppure si è imposta all'attenzione del grande pubblico per uno stile eccentrico, questo sì profondamente giapponese, che le ha persino fatto guadagnare l'ammirazione di Karl Lagerfeld (il quale l'ha prontamente trasformata in una bambolina Chanel).



La consacrazione del talento di Rinko è certamente avvenuta nel 2006, durante il Festival di Cannes, quando è stato presentato 'Babel'. Reggere il confronto con la splendida (e mai banale) Cate Blanchett sembrava un'impresa impossibile, eppure l'attrice ha incantato il pubblico, presentandosi con un autentico kimono giapponese, indossato alla maniera tradizionale, in netto contrasto però con un'acconciatura stravagante (un raccolto frisè) su capelli rosso carota.



Nel novembre 2006, alla 'Paramount Vantage Premiere' di 'Babel', inizia la trasformazione, anzi, la definizione ulteriore di uno stile preciso e cristallino. Rinko indossa un abito Chanel con gonna in tweed sfrangiata e top sfilacciato bianco e nero; i suoi capelli ora sono più scuri, sempre acconciati in maniera eccentrica (una sorta di cresta punk).



Alla premiere di 'Babel' avvenuta a Toronto nel dicembre 2006, Rinko è quasi una 'gothic lolita': i capelli sono ora diventati neri, mentre l'abito Chanel scelto per l'occasione è una felice unione di stile vittoriano e mood contemporaneo. L'abito, appartenente alla collezione a/i 2006/2007, ha un corpetto fittamente ricamato, maniche in pizzo a contrasto col tutto bianco e pantaloni in tulle da indossare sotto.



Nel dicembre 2006 agli 'Annual Breakthrough Awards' indetti dalla rivista 'Life', la nostra si presenta con una chioma nuovamente rinnovata: ora sfoggia capelli biondi, raccolti con qualche boccolo. Per l'occasione indossa un little black dress profondamente scollato sulla schiena, su cui campeggia una collana con pendente in diamanti (indossata alla maniera di Nicole Kidman nel celeberrimo spot diretto da Baz Lurhmann per 'Chanel n°5).



Nel gennaio 2007, infine, in attesa di partecipare alla cerimonia per l'assegnazione dei 'Golden Globes' (per i quali ha ricevuto una nomination, nella categoria 'migliore attrice non protagonista'), Rinko ha partecipato a diversi eventi mondani, tra cui 'Tea in the Desert': la mise scelta appartiene alla collezione Chanel Resort 2007, è un completo gonna e giacca in tweed stampato in una fantasia-graffito, mentre ai piedi non si possono non notare i sandali/calzari con cavigliera in pelle e fiocchetti della collezione p/e 2006.



Per partecipare al 'Palm Springs International Film Festival', inoltre, la Kikuchi ha scelto un abito della collezione Chanel p/e 2007, che ha lasciato molti perplessi: apparentemente un abito-bustier, termina però con uno strascico in tulle, rendendolo così un po' troppo stravagante per il gusto comune. Notiamo come, nel frattempo, Rinko abbia di nuovo cambiato colore di capelli, optando nuovamente per un biondo dalle sfumature quasi rosa.



In occasione dei 'National Board of Review Awards', infine, la nostra ha indossato un abito, sempre appartenente alla collezione p/e 2007, inviatole espressamente da Karl Lagerfeld, che ha voluto così lasciare il proprio segno su una serata di gala importante (l'attrice, infatti, ha ricevuto il premio come 'miglior attrice esordiente').



Un po' azzardata la scelta di indossare i consueti sandali bicolori con i collant, ma il risultato è, a mio parere, così fresco e moderno, da perdonare anche questo piccolo faux pas.



Ancora Chanel (e ancora collezione p/e 2007) per la mise indossata alla presentazione delle nuove fragranze 'Les Exclusifs de Chanel', tenutasi ieri presso lo 'Chateau Marmont' di Los Angeles. Stavolta Rinko ha osato gambe nude, svettanti sul tutto bianco della gonna corta e della camicia con maniche ampie. Ha tolto la cintura dorata metallica che vediamo a destra, e ha accessoriato il tutto con un paio di decollète dorate con punta bianca e con una borsetta in pelle trapuntata color beige.



Man mano che si avvicina la stagione clou per le premiazioni legate al cinema hollywoodiano, la nostra partecipa senza sosta a cerimonie e feste. Qui sopra eccola all''Annual Critics' Choice Awards', con addosso un altro abito Chanel (anche questo appartenente alla collezione p/e 2007): gonna completamente in tulle arricciato a balze e corpetto aderente con taglio orizzontale sul decollète, da cui Rinko lascia intravedere una collana con medaglia rotonda in oro. L'abito è stato indossato con una pelliccia nera e un paio di scarpe in satin; il mood da signora bene (sottolineato dallo splendido chignon), è però stato sdrammatizzato con qualche smorfia ad effetto.



All''Annual AFI Awards', infine, Rinko ha giocato la pericolosa carta dell'outfit androgino, non semplice da portare con charme ed eleganza. I pantaloni a vita alta, dalla linea aderente, sono indossati con una camicia da smoking con tanto di papillon e una giacca smilza. Unici accessori sono una pochette e un paio di stivaletti in pelle nera, che completano una mise assolutamente impeccabile e moderna.
In un ambiente - quello del cinema - in cui lo stile è quanto mai globalizzato, le mise di Rinko Kikuchi rappresentano una piacevole novità: al di là del fatto che siano firmate Chanel [1], sono rese speciali dall'attitudine dell'attrice, che porta con se parte della proverbiale eccentricità nipponica.

[1] Il detto 'la classe non è acqua' è sempre attuale. Nemmeno il nome Chanel mette al riparo da disastri stilistici, visto che il portamento, il gusto per il giusto abbinamento o il tocco in più non sono in vendita, nemmeno tramite i servigi di una super stylist.
Postato da: superqueen alle 15:22| commenti (37) | p.link

giovedì, gennaio 04, 2007
Chi conosce a sommi capi i contenuti di questo blog e quelli di 'Vorrei Ma Non Posso', capirà che questo è un post ibrido. Inizialmente scritto per essere pubblicato di là (dove peraltro già esiste un post dallo stesso titolo), ha preso poi una linea diversa, a tratti personale, a tratti sociologica, per cui alla fine ho deciso di lasciarlo qui, per renderlo anche più visibile.
Il signore dagli occhi di ghiaccio qui accanto è Nicolas Ghesquière (posa assieme alla sua musa, Charlotte Gainsbourg), attuale designer della maison Balenciaga, per il quale nutro una vera e propria passione, che esula dall'ammirazione per la sua maestria. A Ghesquiére, nato nel 1971, è stato affidato il compito di rilanciare la storica casa di moda francese nel 1997; dopo anni di gavetta e di tentativi caduti nel vuoto, nel 2001 arriva finalmente il successo, che ben presto diventerà globale. Quel che mi affascina e mi appassiona è la figura del bel Nicolas intesa come simbolo di un 'uomo nuovo', un artista che si avvicina al proprio lavoro con un approccio antico ma al tempo stesso modernissimo. L'eredità lasciata da Cristobal Balenciaga, fondatore della maison, lungi dal diventare insopportabile, è stata abilmente plasmata in moda geniale, visionaria, a tratti addirittura rivoluzionaria, tanto che Ghesquière si è voluto misurare con il maestro, producendo la collezione limitata 'Edition', che di stagione in stagione propone abiti ed accessori provenienti dall'archivio storico, riletti con gusto tutto contemporaneo. Visionando la pre-collezione p/e 2007, mi sono imbattuta in capi eccezionali, che hanno colpito in maniera indicibile la mia immaginazione, da cui l'ispirazione per il presente post.



Irina Lazareanu, ritratta su uno sfondo neutro, indossa un semplice paio di pantaloni neri assieme ad uno straordinario bustino, ri-edizione di un capo simile disegnato nel 1949; oggi come allora, il bustier con piccola baschina in vita è mosso dai ricami superbi di Lesage, che lo rendono un piccolo capolavoro di sartoria.



Sempre Irina indossa un altro straordinario capo: si tratta di un abito da sera in gazar verde smeraldo, rilettura di un capo disegnato nel 1962. Lo stile degli anni '60 si ritrova nelle linee quasi grafiche, nell'orlo che sale davanti, nel semplicissimo gioco di pieghe sul seno.



Estrema semplicità anche per l'abito-bustier in seta jacquard color oro, che ricorda un modello simile disegnato nel 1964. La classe e il rigore di quegli anni sono rimasti intatti nel taglio (appena accennato il punto-vita), mentre il lusso riecheggia dal prezioso tessuto ricamato.



Non sono capi appartenenti alla linea 'Edition', ma comunque notevoli, quelli che vediamo qui sopra: la camicina-sahariana viene indossata su un bikini bianco e nero, mentre il tocco di colore viene affidato alla borsa color 'Bleu France' (si tratta di un modello 'Giant Part Time'). Color ciano invece per l'abito in crepe mousse da sera, che lascia la schiena completamente scoperta.




Il nero dei pantaloni stretch e del cardigan in lana merino fa da sfondo per il soprabito in mussola di seta stampata, chiuso in vita da una cinturetta a nastro e mosso da volant sul fondo e sulle spalle. Mussola di seta nera e stampata a fantasia floreale su fondo rosa cipria, per l'abito da sera mosso sul fondo da una fila di volant e sul seno da un fitto drappeggio.
Trovandomi poi in 'zona pericolosa' per quanto riguarda le borse, non potevo non dare un'occhiata alle novità per la prossima stagione, quindi ecco cosa mi ha maggiormente colpita:



'Beach Bag': questa la versione chic di una borsa da spiaggia. Realizzata in paglia intrecciata beige e marrone, ha una forma a sacchetto, con piccola maniglia rigida e il consueto specchietto cosmetico.



'Giant Brief': modello appartenente alla linea 'Motorcycle', caratterizzato da parti metalliche color oro lavorate e molto grandi. Cameron Diaz ha già sfoggiato un modello della stessa linea (il 'Work'), quindi possiamo immaginare come a breve diventerà l'ennesimo successo di Balenciaga.



Stesse caratteristiche anche per la 'Giant Weekender', dove notiamo alcune differenze rispetto alle borse della classica linea 'Motorcycle': sono scomparsi i lacci di pelle sui cursori delle zip, e lo specchietto cosmetico è più piccolo e compatto.



La 'Hobo' (modello a spalla) diventa più piccolo, la tracolla si allunga e sulla pelle sono applicate borchie dorate: nasce così 'Giant Hobo', che qui vediamo nella versione candida.



Il modello 'Whistle', già presentato nella collezione a/i 2006/07 (senza grande successo, a dire il vero) diventa ancora più prezioso e viene proposto nella versione in pelle di struzzo.
Concludiamo questo breve viaggio nel mondo della storia, del design e del sogno, con l'ultima conquista in casa Superqueen: una 'Besace', modello messanger da uomo, acquistato qualche mese fa da Una Persona su mio consiglio, e ora acquistata a mia volta. Si tratta di una borsa comodissima e capiente, molto grande (siamo sui 30x30 cm), da portare a tracolla (finalmente! dopo tante borse a mano), che sta soddisfacendo il mio desiderio di una 'borsa-casetta', in cui poter infilare oggetti personali e libri di scuola.


Postato da: superqueen alle 22:57| commenti (94) | p.link

Con l'inizio del nuovo anno, torna il reality show per eccellenza di questo blog, ovvero 'What is in My Bag?'. Dopo un 2006 ricco di borse nelle quali abbiamo curiosato insieme, ci attendono altri dodici mesi durante cui occhieggiare nei bagagli altrui. La puntata odierna è dedicata a Federica, 22 anni, studentessa cagliaritana nonchè blogger, la quale mi ha inviato qualche tempo fa alcune immagini della propria borsa e di quel che contiene. La borsa è un modello Prada (collezione p/e 2006) in canvas color corda con profili in pelle marrone; si tratta di un modello raffinato nella sua semplicità, piuttosto capiente e da portare a spalla.



Vediamo ora più nel dettaglio quel che si trova all'interno della borsa (in questo caso, lascio a Federica la descrizione), p
artendo dall'alto, a destra, e procedendo verso sinistra:
- portafoglio Prada in pelle argentata: regalo del papà per un 30 in diritto penale; bello, grande, ci sta tutto (con un portadocumenti perderei il doppio del tempo la mattina, per cercare l'uno e l'altro...e a me piace dormire!)
- profumo da borsetta 'The One' di Dolce & Gabbana (quanto è buono!)
- le chiavi della macchina: Citroen Pluriel nera e grigia, il portachiavi è una targhetta Prada in metallo smaltato di rosa (il mio colore preferito)
- burrocacao al kiwi da applicare con le dita di Agatha Ruiz de la Prada, comprato in Germania (dove ho fatto l'Erasmus)
- occhiali da vista Fendi nella custodia di Hello Kitty (c'è un pò di Hello Kitty in ciascuna di noi); sono miope ma non tanto, li uso giusto per guidare di notte, per le lezioni o per il cinema
- occhiali da sole Ray-Ban, iper-graffiati (accidenti, li tratto proprio male!)
- libro (in questo caso, 'Il Nome della Rosa' di Umberto Eco), a cui a volte si sostituisce il codice civile perchè "fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza"
- gomme da masticare
- make-up vario; nel dettaglio: l'immancabile matita nera per gli occhi, ombretto (sempre - o quasi - marrone), mascara L'Oreal potentissimo, blush L'Oreal, rossetto beige, più le solite cose
- specchietto Snoopy H&M (perchè non si sa mai...)
- astuccio Winnie the Pooh con le penne (dopotutto sono anche una studentessa)
- telefono cellulare: stranamente questo sta durando, ha un anno e mezzo e funziona perfettamente, in più legge gli mp3
- forcine (ho la frangia, ma potrebbe infastidirmi)
- ombrello chiudibile


Come spesso accade, anche questa borsa 'parla' della sua proprietaria, rivelandone tratti distintivi della personalità. La scelta della borsa stessa ha un significato, riferibile senza dubbio al gusto di Federica, che ama la raffinatezza classica e non urlata di una borsa in canvas con logo tradizionale ricamato a jacquard. Il contenuto poi si concentra sull'essenzialità di oggetti di uso quotidiano ed imprescindibile (le chiavi della macchina, il portafoglio e il telefono cellulare), a cui si aggiungono accessori magari non fondamentali ma certamente utili (l'astuccio con le penne, il libro, gli occhiali) e altri oggetti spiccatamente femminili (il make-up, il profumo, le forcine e lo specchietto). Pur dimostrando una predilezione per certa estetica kidult, Federica dimostra di essere una persona pragmatica, che però non rinuncia a circondarsi di oggetti piacevoli, che soddisfino il suo senso estetico.
Postato da: superqueen alle 16:02| commenti (6) | p.link

lunedì, gennaio 01, 2007
Come da tradizione, la sottoscritta e il suo consorte hanno trascorso l'ultimo giorno del 2006 come si addice ad una coppia di trentenni malandati: cena a casa dei suoceri, a cui hanno partecipato anche i miei genitori e la nonna novantaseienne dell'ing, estenuanti sessioni di tombola (gioco che io adoro) fino alla mezzanotte, poi letto per l'ing, due film per me fino a notte fonda. Quest'anno, le vacanze natalizie sono un po' particolari, visto che mi sono trasformata in infermiera/assistente/psicologa/bastone per la vecchiaia di mio marito, il quale, operato al piede il 18 dicembre, si sta facendo la convalescenza in totale riposo (può camminare massimo mezz'ora al giorno). Tralasciando la routine delle mie giornate e il desiderio malsano di tornare a scuola pur di non rimanere chiusa in casa dalla mattina alla sera, impegnata nello spostare cuscini, fare punture e quant'altro, mi sono rifiutata di trascorrere anche la notte di Capodanno in tuta di pile rossa, quindi ho approfittato di due ore per fare un giretto di negozi e mettere insieme questa mise:



Personalmente l'ho definita una versione contemporanea degli outfit leggiadri sfoggiati dalla regina Vittoria, ma stranamente ha incontrato il favore dell'ing, di solito critico nei confronti di quel che si nasconde nel mio armadio, quindi non mi sono fatta molti scrupoli ad uscire di casa così. Portate pazienza per la foto d'insieme qui sopra, ma mi sono fatta beccare durante una conversazione con mia madre, e tenete presente che la mia fotogenia ieri ha raggiunto i minimi storici...Ma bando alle ciance e iniziamo la consueta disamina del look, partendo dall'abito.



Si tratta di un vestito in voile nero, da indossare con la sottoveste, caratterizzato da maniche corte a sbuffo, taglio ad Impero, bottoncini frontali e colletto profilato da ruches. E' un capo davvero semplicissimo, ma mi hanno conquistata un paio di dettagli rivelatori, che chi conosce la sottoscritta e il suo stile non tarderà a cogliere.



Visto che non è agosto, l'ho indossato con una dolcevita nera e con un paio di collant neri con fili di lamè dorati, una cosetta minimal da frequentatrice dello Studio 54. Ho voluto però dare un tocco di luce, indossando due fili di perle bianche ed aggiungendo così un tocco vittoriano non da poco. Avrei voluto indossare anche il mio cammeo, a mò di pendente, ma non ho voluto esagerare.



Per il make-up, mi sono mantenuta sobria, applicando solo un velo del consueto ombretto rosso ('Rouge Vip' di Givenchy), una linea di matita e di mascara neri, una passata di gloss sulle labbra e via. Per i capelli, invece, ho optato per una acconciatura raccolta (ormai li sto facendo ricrescere): li ho tirati indietro grazie ad un cerchietto con i dentini a vista e poi li raccolti in un micro-chignon.



Altri dettagli sono le scarpe e lo smalto: le prime sono un paio di Onitsuka Tiger gialle con fasce viola (dovendo guidare, non mi è parso il caso di indossare scarpe con tacco), mentre il secondo è 'Forever Strong' di Maybelline (codice 03), un bel rosso ciliegia lucido sulle unghie. Infine, una precisazione per i curiosi: quella fasciatura al polso sinistro non è un maldestro tentativo di emulare the ultimate trend lanciato da Lindsay Lohan, bensì la speranza di arginare una fastidiosa tendinite che si fa risentire nei momenti meno opportuni.
Postato da: superqueen alle 20:59| commenti (24) | p.link

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