Ho avuto momenti peggiori rispetto a quello che sto vivendo attualmente, eppure mai come adesso mi sono sentita in dovere di rintanarmi, di stare per conto mio, di chiudere tutto, blog compreso (ringrazio le persone che si sono chieste dove diavolo fossi finita e perchè questa decisione apparentemente improvvisa). L'idea iniziale era quella di lasciarlo chiuso a tempo indeterminato, poi è arrivato ieri e tutto è cambiato. Avete presente quelle giornate che iniziano all'insegna della negatività e poi, come per magia, si risolvono nel migliore dei modi? Ebbene, ieri, carica di raffreddore e di stanchezza, faccio le mie due ore al riformatorio (la seconda nella scuola professionale maschile) e mi trascino come una lumaca, con le orecchie basse, verso la scuola professionale femminile, lì vicino; nel tragitto sento della musica provenire dalla palestra e mi ricordo che è in corso l'assemblea di istituto. Entro a scuola, dribblo studenti e professori e mi reco in palestra: lì, sul palco, chi suonava se non un gruppo formato - tra gli altri - da due miei alunni dell'anno scorso? Il cuore mi si è aperto, giuro, ho provato una sensazione bellissima e particolare: ho mollato la borsa per terra e mi sono messa ad ascoltarli, orgogliosa di loro come se fossero figli miei. Una torma di ragazzine stava intorno al palco, intente a fotografarli da tutte le angolazioni possibili ed immaginabili e io ero ufficialmente diventata una loro groupie, che - come ogni groupie che si rispetti - è stata accolta nel backstage e si è portata a casa la playlist del concerto.
Ad esibizione finita, tra una parola e l'altra, nel momento in cui ho sentito uno dei due alunni, il bassista, dire che io sono stata la migliore insegnante che abbia mai avuto, mi sono metaforicamente asciugata la lacrimuccia scesa e mi sono detta che forse è questo lo scopo del mio lavoro, forse è questo il fine ultimo di tutti i sacrifici che si fanno per insegnare con dignità e professionalità. Già felice per quanto successo, trotterello verso l'istituto tecnico industriale (la terza scuola in cui insegno) per prendere la macchina e tornare a casa, quando mi imbatto in un'altra alunna dell'anno scorso (al centro studi è impossibile non incontrare ex alunni): lei, con la sua spontaneità, la sua allegria e la sua voglia di vivere, in tre secondi ha definitivamente allontanato la tristezza e la sfiducia nel prossimo che mi aveva oppresso in questa ultima settimana. Sentirle dire ad un mio alunno di quest'anno (questi adolescenti di scuole diverse si conoscono tutti, accidenti), 'vi dovete reputare fortunati ad avere la prof, è bravissima', ha definitivamente allontanato ogni dubbio: ci saranno altri giorni negativi, in cui mi chiederò se è umanamente possibile sorbirsi quattro consigli di classe e ricevimenti genitori in un unico pomeriggio, ci sarà lo sconforto di dover correggere due compiti in classe al giorno, ma tutto sarà premiato dal sentire, spero ancora molte volte, parole come quelle di Sofia e di Nicola.
Come vedete, il blog riapre con un vestitino nuovo, che riprende a grandi linee il template precedente, ma con qualche novità. Vi consiglio di leggerlo tramite Firefox (scaricatelo gratuitamente da qui), perchè con Explorer risulta un po' scombinato.