Il titolo del post parla chiaro: a parte il fatto che questo sarà un post tutto dedicato alle borse Gucci, è al tempo stesso un modo per scusarmi con chi, in questi mesi, ha inviato il proprio contributo per 'What is in My Bag?' e ancora non l'ha visto pubblicato. Portate pazienza ma l'arrivo di Bianca ha rivoluzionato la mia routine giornaliera: dedico al blog qualche ora notturna e in quei momenti le idee scarseggiano, quindi tutto si dilata (dico solo, giusto per rimanere in tema, che ho ancora le gomme da neve montate sulla macchina, ma questa settimana, finalmente, vado dal meccanico a farmele cambiare).
Dicevamo delle borse Gucci: come è successo di sovente negli ultimi post dedicati alla rubrica borsifera di questo blog, mi sono ritrovata con più contributi incentrati su borse con qualcosa in comune, quindi è venuto naturale anche stavolta metterli insieme. Iniziamo con la borsa di Limine, giunta nella mia casella di posta a metà novembre 2007 (sì, avete letto bene, l'anno scorso, e purtroppo non è l'unica rimasta lì in tutti questi mesi): si tratta di una borsa Gucci realizzata nella classica tela con monogramma, un modello altrettanto classico, da portare a spalla.
Prima di lasciare alla borsa e al suo contenuto lo spazio che meritano, voglio spendere due parole (polemiche) sulle borse (ma più in generale sul mondo) Gucci. La borsa di Limine è un classico, semplice e raffinata, adattabile a qualsiasi occasione senza mai risultare eccessiva. Non so esattamente quando sia stata acquistata, ma mettendola a confronto con certimodelli delle ultimecollezioni, viene quasi da rimpiangere i bui anni Ottanta, quando il marchio galleggiava asfittico quasi per miracolo. Non ho mai fatto un segreto della mia passione (ok, chiamarla venerazione è forse troppo) per quanto svolto da Tom Ford e Domenico De Sole negli anni '90, ma non mi pare un caso che quello stile sia ancora additato come iconico e rivoluzionario, mentre quello imposto dalla Giannini, mah, ai posteri rimarrà il peso dell'ardua sentenza.
Bene, dopo aver fatto la mia solita predica da prof acida, torniamo a Limine (ah, a proposito: anche lei insegna alle scuole superiori, finalmente una collega!). Il contenuto della sua borsa è quello solitamente presente quando esce con le amiche o con il fidanzato e comprende
*occhiali da sole Ray-Ban con custodia
*telefono cellulare
*caramelle balsamiche
*portafoglio Sisley
*specchietto e burrocacao alla pesca di Bottega Verde
*Moleskine nera e pennarellino insieme alla chiavetta Usb (Limine ammette di essere completamente dipendente dalla tecnologia)
*accendino e sigarette
*fazzoletti di carta
*gancetto per la borsa, in modo da poterla tenere sempre sollevata da terra e a portata di mano
Che dire? Raramente mi è capitato di descrivere una borsa dal contenuto così essenziale ed ogni volta che mi trovo a parlarne, provo una sincera ammirazione. A mio parere, chi è capace di uscire di casa portando poche, essenziali cose con se, non solo ha una notevole capacità di sintesi ed organizzativa, ma probabilmente riuscirà ad applicare la stessa capacità in altri ambiti, il che diventa immediatamente un plus, specie per chi, come la sottoscritta, ha in borsa oggetti in quantità, il più delle volte piuttosto inutili.
La seconda borsa Gucci (modello 'Joy Medium', appartenente alla collezione p/e 2008) appartiene invece ad Ale, amica e lettrice di lungo corso di questo blog, che ha finalmente deciso di partecipare a 'What is in My Bag' mostrando il suo ultimo acquisto, fatto a New York presso la boutique Gucci in Fifth Avenue.
Passiamo al contenuto( da sinistra in alto; qui qualche dettaglio):
*portafoglio 'Muse' di Yves Saint Laurent, regalatole insieme alla borsa omonima per i suoi trent'anni e portafoglio retrò 'Emily the Strange', regalatole per la stessa occasione. Il fatto di avere due portafogli potrebbe sembrare strano ma alla fine, non sapendo decidere quale dei due abbandonare, Ale ha preso l'abitudine di avere un portafoglio per le cose basilari (carta d'identità, patente...), con pochi soldi e tante monetine, mentre l'altro contiene cose più importanti, contante di taglio più alto
*lipgloss al limone, in scatoletta di latta molto Fifties, regalo londinese
*Ray-Ban 'Wayfarer' rosa con custodia classica, comprati anch'essi negli Stati Uniti. Quando li ha visti da 'Saks Fifth Avenue', se ne è talmente innamorata, che non ha resistito, nonostante avesse inizialmente pensato di prenderli bianchi o rossi
*chewing gum americani Trident per denti bianchi come la neve (almeno così dice l'advert). Probabilmente contengono soda caustica ;)
*duo di borsellini Furla arancioni, pieni di pillole, spillette, cerotti, biglietti da visita, bandierine da cocktail, Tampax, ago e filo e un sacco di altre sciocchezze accumulate negli anni
*specchietto Sephora con la scrita "mirror.. mirror.." in onore della strega di Biancaneve
*chiavi dell'ufficio con portachiavi chinese raffiguranti due porcelli (Ale e il fidanzato) regalatole da un'amica
*spillette Puntoacapo, che non si sa mai e la pubblicità è l'anima del commercio
*chiavi di casa con portachiavi di sassi di H&M (in realtà è leggerissimo) regalatole da sua sorella
*cellulare Nokia con adesivo Hello Kitty
*chiavi dell'auto nuova (una Smart)
*blocchetto prendi-appunti personali Puntoacapo
*libretto prendi-appunti professionali proveniente dallo shop della Pedrera a Barcellona
*biro Puntoacapo
*agenda Moleskine rossa con adesivo Puntoacapo
La borsa di Ale è vulcanica come la sua proprietaria, piena di oggetti, di colori e di suggestioni, dove ogni oggetto è legato ad un ricordo, ad un viaggio o ad una persona. Sarei stata curiosa di vedere anche il contenuto dei borsellini Furla perchè lì, tra gli oggetti accumulati di anno in anno, che non si buttano mai perchè dispiace, secondo me si cela parte della memoria personale, il che li rende immensamente preziosi.
Mi piace molto il fatto che entrambe le borse rappresentano, addirittura dal punto di vista cromatico, due personalità diverse: quella di Limine è nera ed essenziale nelle linee e nel contenuto, mentre quella di Ale è bianca e piena di oggetti. Non è forse questo il bello dei contrasti?
Nonostante sia alle prese con una voracissima Superprincess e tutto quel che ne segue (prima o poi scriverò un post su queste prime settimane, tra poppate, bagnetti, lavatrici, sterilizzatori e granuli omeopatici contro le coliche), approfitto della sua nanna per rimettermi in pari con 'What Is In My Bag?', il primo ed unico reality show di questo blog, sempre pronto a mettere il naso nelle borse altrui, per tirarne fuori dettagli succulenti e particolari inconfessabili. Nella mia casella di posta da mesi giacciono contributi di solerti lettori in attesa di essere pubblicati, come quello di Raffyy, la protagonista della puntata odierna (a lei sono già state dedicate altredue puntate).
La borsa ritratta nell'immagine qui sotto appartiene alla collezione a/i 2007/2008 di Max&Co: è una shopper in pelle dalla linea morbida, pulita ma originale. Raffyy l'ha inizialmente avvistata sul catalogo in marrone, colore che non la convinceva; una volta vista dal vivo nella versione verde petrolio, è rimasta di nuovo folgorata, decidendo di acquistarla definitivamente. Personalmente non avevo mai visto questa borsa, ma devo ammettere che ha conquistato anche me, specie per la forma e le dimensioni.
Vediamo ora di rovistare al suo interno, passando al vaglio tutto il contenuto.
Escludendo le cose più ordinarie, qui non presenti (fazzoletti, chiavi, spray per occhiali), di fisso nella borsa di Raffyy c'è sempre posto per
- un libro (in questo caso "The Portable Edith Wharton" della Penguin, con racconti, lettere ed estratti di romanzi della grande scrittrice statunitense)
- la chiavetta usb con nastro delle patatine Wackos
- un bloc notes (di Keith Haring) con penna (uno dei tanti omaggi di cancelleria raccattati al Salone del Libro)
- il portafogli con soffioni Furla e la Moleskine (Raffyy ha decorato quest'ultima disegnandovi dei soffioni con l'UniPosca)
- il cellulare personale Samsung viola
- i guanti griffati Upim in puro suino!
- abbonamento alla corriera e tesserino della metro
Non manca una trousse in cui sistemare l'occorrente per il make-up, fotografato su una tovaglietta acquistata a Copenhagen:
- i due rossetti Clinique (nelle tonalità 'Deeply Rose' e 'All Heart')
- il Labello
- il fondotinta compatto Shiseido
- il mascara completamente ecologico Lavera (acquistato su Sai Cosa Ti Spalmi)
- la matita occhi Clinique 'Cream Shaper' in marrone
Come già notato nelle due puntate precedentemente dedicate a Raffyy, le sue borse si distinguono per non essere a tutti i costi modaiole, e già questo parla chiaro sulla personalità e i gusti della nostra amica. Penso sia del tutto comprensibile desiderare di possedere la it bag del momento (e su questo punto la sottoscritta è particolarmente sensibile; a proposito, qui si è ancora alla ricerca disperata di una Balenciaga 'Oval'), ma è altrettanto plausibile volersi sganciare dalla moda corrente per scegliere un modello classico, quindi potenzialmente sempre in voga. Mi hanno sempre affascinato le persone che impostano le proprie scelte quotidiane di stile (saranno sì frivole ma hanno un'importanza non trascurabile) sulla base di questo concetto, forse perchè io ne sono del tutto incapace.
Passando poi al contenuto, dopo aver notato per l'ennesima volta la mancanza assoluta di accessori hellokittosi, troviamo la conferma di come Raffyy sia legata alla letteratura, alla scrittura e alla lettura (d'altronde, il suo lavoro si svolge proprio in questi ambiti!), senza per questo rinunciare a qualche tocco artistico, come dimostra il bloc notes con la stampa di Haring, ma soprattutto la personalizzazione della Moleskine. Non manca una parte del bagaglio quotidiano dedicata alla bellezza: anche qui si sente la forte personalità di Raffyy, che opta rossetti dalle tinte vivaci e un mascara ecologico, a dimostrazione di come anche la scelta di oggetti apparentemente di secondo piano possa parlare apertamente di noi e delle nostre convinzioni.
Come anticipato nel post precedente (a proposito: grazie a tutti per gli auguri e i quanto mai opportuni in bocca al lupo), qui siamo in piena attesa che la piccola 'matta' che scalcia da mattina a sera contro la mia pancia si faccia finalmente abbracciare dalla sottoscritta e dall'ing. Il termine è ormai vicino, ma dopo un monitoraggio all'ospedale sono stata rispedita a casa, evidentemente non è ancora arrivato il suo tempo.
Per fare in modo che il tempo passi più velocemente (aspettare che 'succeda qualcosa' è snervante), ecco a voi una nuova puntata di 'What Is In My Bag', il reality show borsifero di questo blog, che stavolta riserva una sorpresa niente male. La borsa appartiene a Rose (a cui abbiamo già dedicato una puntata), blogger milanese con cui condivido la passione per il vintage, specie per i guanti, di cui entrambe siamo appassionate collezioniste.
Non appena ho visto le immagini qui sotto, dentro di me ho esultato: finalmente una lettrice aveva acquistato una borsa sottovalutata, eppure molto interessante. Trattasi di una '24 Heures' [1] (letteralmente '24 ore', riferimento alla sua versatilità e alla sua ampiezza, adatta a contenere quello che serve a chi sta molto fuori casa) di Gerard Darel. Questa borsa da anni spopola in Francia, dove è considerata una it bag; al di là del suo successo (a volte diventano famose borse decisamente brutte), parlano a suo favore un prezzo relativamente contenuto, dei materiali robusti e di qualità e una forma pratica.
Rose giustamente l'ha acquistata per tutti questi motivi, optando per il modello-base, realizzato in pelle color peltro, una borsa passepartout, perfetta in ogni occasione.
Passando velocemente al contenuto, la stessa proprietaria rimanda al post precedentemente a lei dedicato, visto che gli oggetti che porta con se sono sempre gli stessi. Ha cambiato però il portafoglio (ora ne possiede uno con stampa Seventies), e alla bustina di provenienza messicana (contenente agendina, penne e taccuino) se ne è aggiunta un'altra, realizzata in tessuto tappezzeria. Purtroppo non vediamo cosa contengono le due bustine; in compenso; Rose ci ha inviato una foto in cui la si vede con la borsa a spalla (evento più unico che raro: non so se avete notato, ma quasi nessuna ha mai mandato immagini di se con la propria borsa addosso), che dà un'ottima idea sulle proporzioni reali della borsa.
Da notare (io l'ho fatto subito) la bella maglietta indossata dalla nostra amica, già vista tempo fa su queste pagine: è la maglietta con stampa classica dei Tre Allegri Ragazzi Morti, gruppo friulano di cui sia io che Rose seguiamo le gesta musicali.
Quello che mi ha colpito di questa borsa, inoltre, è il fatto che si presta, potenzialmente, ad infinite variazioni, ed è questo, a mio parere, che l'ha resa così famosa oltralpe. Fino a poco tempo fa, la '24 Heures' era pressochè sconosciuta in Italia e negli Stati Uniti, ma le cose stanno lentamente cambiando: in Italia si può acquistare nel negozio Darel di Roma e nel corner presente all'interno della Rinascente di Milano, mentre negli Stati Uniti ci hanno pensato - come sempre - le celebrities a ritagliarle un piccolo (ma sempre maggiore) spazio nell'attenzione dei media.
Non voglio essere ripetitiva, ma c'è ancora bisogno che io sottolinei il ruolo fondamentale di Lindsay Lohan come trend setter? Certo, lo smalto dei vecchi tempi si è decisamente appannato (si dice che pure la collaborazione-simbiosi con Rachel Zoe sia ormai cosa del passato), eppure Lindsay conserva ancora un tocco magico, che le fa sfoggiare le ultime novità con grande nonchalance. Qui sopra la vediamo con una '24 Heures' nel modello 'Studded Havana', realizzata in pelle scamosciata punteggiata da piccole borchie dorate (la stessa borsa è stata scelta da Jessica Alba, vera e propria fan delle borse Darel).
Qui sopra Lindsay porta una '24 Heures', scelta nella variante 'Hollywood', realizzata in pelle di pitone metallizzata, che personalmente non apprezzo molto, ma che pare sposarsi a meraviglia con le chiome allora platino dell'attrice statunitense.
Sia Jessica Alba che Eva Longoria sono state avvistate con una '24 Heures Greenwich', realizzata in pelle scamosciata, completamente coperta da una fitta cortina di frange. Qui sopra la vediamo sia in colori chiari (bianco e beige), sia in blu scuro, ma sono convinta che nel primo caso sia molto più bella e particolare.
Si è fatto un gran parlare del modello '24 Heures Dublin', sfoggiato in diverse occasioni da Angelina Jolie: viene mantenuta la forma-base che abbiamo già visto, ma stavolta il corpo della borsa è realizzato in lana tricottata a punto irlandese, anzichè in pelle. Sempre in lana anche i cordini con ponpon che stringono la borsa ai lati, mentre sono in pelle in manici con borchie.
Jessica Alba, infine, è stata la prima a sfoggiare questo nuovo modello, 'Midday Midnight St. Germain Crazy', appartenente alla collezione p/e 2008 ed accolta con molto favore dalle fan del marchio francese. A differenza delle borse che abbiamo finora visto, infatti, è un modello che si porta solo a spalla ed è realizzato in morbidissima pelle di capretto; Jessica porta una borsa in un bellissimo color viola, ma trovo splendido anche il rosso, il verde e il blu elettrico in cui lo stesso modello è disponibile.
La '24 Heures' non sarà una borsa che fa sognare stuoli di potenziali consumatrici (non dimentichiamo le motivazioni economiche che stanno alla base delle campagne-stampa da mille e una notte e alle scelte stilistiche delle celebrità più famose), ma rappresenta comunque una borsa solida, elegante, non eccessivamente costosa, un ottimo compromesso tra stile e praticità, che mi fa apprezzare ancora di più la scelta anticonformista di Rose.
[1] La stessa forma caratterizza la '36 Heures', borsa dalle dimensioni più grandi.
A volte ho come la sensazione di ripetere (anzi, di scrivere) le stesse cose: è già successo che pubblicassi diversi contributi per la rubrica borsifera di questo blog a poca distanza l'uno dall'altro, ma non era mai successo (e di questo bisogna tenerne conto) che puntate tra loro vicine fossero incentrate sulla stessa idea. La mia casella di posta, come per magia, mi ha consegnato ben due borse simili tra loro, quindi, dopo lo speciale Vuitton e quello Balenciaga, ecco che mi appresto a presentarvi lo speciale dedicato alla 'Saddle Bag' di Christian Dior, grazie ai contributi di Elistardust e Bai Ling.
Andiamo però con ordine e parliamo brevemente della borsa in questione: lanciata sul mercato alla fine degli anni '90 dalla maison Dior (e resa famosa grazie ad un'apparizione in 'Sex and the City'), è diventata ben presto una borsa iconica, spesso reinventata da John Galliano. La sua forma, ispirata ad una sella, è sufficientemente semplice e riconoscibile, infatti, da poter essere l'ideale base per mille variazioni sul tema (un po' come è successo alla 'Baguette' di Fendi).
Il modello classico è realizzato in tessuto monogrammato, ha la tracolla sorretta dalle iniziali 'C' e 'D' e la stessa 'D' posta come bag charm a fronte. La versione presentata nella foto qui sotto appartiene a Elistardust (protagonista di altredue puntate di 'What Is In My Bag?') ed è un modello-base: sempre realizzato in tessuto monogrammato, ha la tracollina chiusa da un gancio, a cui si aggiunge una sorta di piccolo porta-monete con zip.
Vediamone insieme il contenuto:
- documenti;
- banconote di piccolo taglio;
- sigarette;
- carte di credito sparse;
- monetine;
- cellulare;
- specchio da borsetta Fiorucci, linea 'Baby Angel';
- gloss Dior Addict 'Rose Denim' (colore 557);
- un fazzolettino di carta.
Eli specifica che la borsa in questione viene usata di sera, ecco quindi il motivo per cui non vi inserisce molti oggetti. Trattandosi inoltre di una borsa dalle dimensioni contenute, la scelta di cosa portarvi è ancora più importante; se osserviamo il contenuto, quindi, vedremo come comprenda oggetti da usare nell'immediato (soldi, documenti, cellulare), senza per questo dimenticare uno degli cosmetici più amati dalle donne, ovvero il gloss per labbra.
Passiamo ora alla 'Saddle Bag' di Bai Ling, pseudonimo (ispirato alla controversa attrice di origine cinese) dietro cui si cela una lettrice di questo blog, blogger a sua volta, la quale descrive se stessa come lettrice accanita e viaggiatrice appassionata, amante del cinema e della moda (specie per scarpe e borse); abita tra Umbria e Marche, in una grande casa circondata da vecchie querce e boschi, assieme ad un cavallo e tre cani. Quello che mi ha colpita inizialmente delle foto inviatemi è stata la bellezza degli sfondi, specie per quanto riguarda l'affresco (o il paravento) con glicini che introduce la 'Saddle Bag'.
Questa è una 'Saddle' classica, con lettere che sorreggono la tracolla e che impreziosiscono il fronte della borsa. A differenza di quella precedente, è realizzata in un tessuto monogrammato sui toni del marrone e del beige, ripresi dai dettagli in pelle. Il secondo dettaglio che mi ha colpita è la ricorrenza del tema dell'equitazione (sport che Bai Ling pratica), non solo nella scelta della borsa stessa, ma anche in quella di usare un foulard Hèrmes decorato da cavalli a dondolo ('Raconte-Moi le Cheval') come base per esporre il contenuto
che ora analizzeremo:
- portafoglio in tela nera di Prada;
- portamonete rotondo con catenella, appartenente alla collezione 'Monogram Cerise' di Louis Vuitton, regalo del suo compagno;
- telefono cellulare (Samsung SGH-D600), a cui è appeso un laccetto, sempre di Louis Vuitton, dalla collezione 'Monogram Vernis' (colore 'Framboise', un bel rosso fragola), con pendenti smaltati. Anche questo è un regalo del suo compagno, ricevuto in occasione di un S. Valentino;
- chiavi della macchina con portachiavi a forma di ferro di cavallo (ecco un altro dettaglio importante), regalo di compleanno di un'amica;
- chiavi di casa, il cui portachiavi è una piccola nappa di seta rosa antico, regalatale nel souk di Marrakech da un commerciante presso il quale aveva comprato delle embrasse di seta per le tende;
- fondotinta compatto Shiseido 'Pureness Matifying', nella tonalità 'Light Beige';
- rossetto 'Rouge Allure' di Chanel, nel colore 'Lover';
- gloss 'Sweet Lip Gloss' nella tonalità 'Sakura Candy' di Shu Uemura, acquistato a Strasburgo durante le ultime vacanze di Natale.
Che dire? Questa borsa e il suo contenuto sono tra i contributi più 'trasparenti' mi sia mai trovata a descrivere: a parte la bellezza e la ricercatezza di tutti gli oggetti, quel che parla in maniera incontrovertibile della proprietaria sono i dettagli (la nappa di seta, il gloss di Uemura, il laccetto di Vuitton, il portachiavi con ferro di cavallo, lo stesso foulard), legati ad un ricordo o ad una persona speciale. Quando si mette in atto questo meccanismo, ovvero quando gli oggetti che portiamo ogni giorno con noi sono parte della nostra vita, sono 'rimandi' a momenti o persone che ci fa piacere ricordare sempre, ecco che non si parla più semplicemente di 'contenuto', perchè è come portarsi dietro tanti memento a cui è impossibile rinunciare perchè sono fonte di dolcezza e di 'consolazione' [1].
[1] Intendo con 'consolazione' una 'carezza emotiva' rivolta a se stessi e alla propria autostima, ma anche ad un'emozione piacevole che scatta al ricordo di un momento particolare.
Ricordate la prima puntata speciale di 'What Is In My Bag?', dedicata alle borse Vuitton realizzate in 'Monogram Canvas'? Ebbene, stavolta vi propongo un altro speciale, incentrato però sulla mia vera, profonda passione 'borsifera', quella per le borse Balenciaga. Nonostante ne posseggaormaitre (ma il pezzo più desiderato non rientra nel novero), ammirarne altre, in colori o modelli diversi, è diventato un passatempo di cui non mi stanco mai.
Come nel caso precedente, mi sono ritrovata nella casella di posta ben tre contributi che avevano qualcosa in comune, quindi mi sono detta che l'occasione era troppo ghiotta per non approfittarne. Dando un'occhiata alle immagini qui sotto, capirete subito che si tratta di borse molto diverse tra loro, sia per materiali, che per colori, che per contenuti, eppure il leit motiv che le lega è inscindibile, così come lo è il legame tra le tre proprietarie, accomunate dalla passione per le borse Balenciaga.
Il primo 'reperto' ci arriva da Lattis, bloggeralways late (come recita il sottotitolo della sua homepage), orgogliosa proprietaria di una 'First' nera (ricordo si tratta del modello da portare a mano o a spalla più piccolo rispetto al più noto 'City'). Non si tratta della consueta borsa realizzata in pelle invecchiata, poichè è realizzata in cavallino, con dettagli in pelle. Personalmente ritengo si tratti di una borsa molto particolare e certamente non semplice da reperire: tra le celebrities è stata vista solo al braccio di Mary-Kate Olsen (versione 'Weekender') e di Nicky Hilton, il che la dice lunga sulla sua preziosità.
La borsa contiene
- mini iPod rosa con calzino coordinato
- cellulare 'Pebble' Motorola
- portafoglio in nappa di Antonio Fusco
- Moleskine rimpinzata di bigliettini, promemoria, foto varie
- porta documenti di Borbonese (sempre nero)
- burrocacao Labello al mandarino e lucidalabbra L'Oreal trasparente
- immancabili fazzolettini di carta (anche se per pudore Lattis ha lasciato dentro la borsa il fazzolettone in cotone con gli orsetti)
- mini-trousse porta tutto (pettine che si intravede, specchio, Aspirina, filo interdentale, biancheria di ricambio, bustina di fondotinta per eventuali ritocchi, Aulin, fazzolettini profumati)
Il secondo reperto invece appartiene a Silvia, 21enne studentessa universitaria di fashion design, la quale è diventata proprietaria di una Balenciaga 'City' dopo averla cercata in lungo e in largo (come la capisco!). A parte il modello particolarmente versatile, quel che colpisce è il colore, un bellissimo 'Magenta' che sicuramente non passa inosservato.
Ora passiamo al contenuto:
- una copia di 'Alice's Adventures in Wonderland' (Silvia sta cercando di imparare l'inglese e quindi ha deciso di partire dalle cose più semplici [1])
- calzino di Benetton che contiene un telefono cellulare Samsung color rosso ciliegia
- iPod Nano fucsia
- accendino e sigarette
- lima per le unghie
- caramelle alla fragola
- enormi occhiali Dior
- portafoglio Furla in pelle rossa con la chiusura in vernice a forma di fiore
Concludiamo infine con la borsa di Frau Blucher, protagonista in passato di una puntata con la sua Botkier 'Trigger Turbo'. Stavolta ci ha inviato un contributo prezioso, non solo perchè riguarda una Balenciaga 'Matelassè Grande' [2] in pelle nera, ma anche perchè viene usata dalla nostra (neomamma) come diaper bag!
La particolarità di questa borsa, a parte l'assenza di tracolla, è la lavorazione della pelle con cui è realizzata, trapuntata e molto più resistente di quella utilizzata per le altre borse. Pur appartenendo alla collezione a/i 2006/2007, Frau Blucher l'ha acquistata qualche mese fa in vista dell'utilizzo che ne avrebbe fatto. Non manca un tocco di civetteria, rappresentato dal mini-foulard in seta di Tiffany (acquistato negli Stati Uniti), annodato ad un manico.
Il contenuto della borsa è diviso in due macroaree, una neonatale e una lavorativa.
Da sinistra troviamo
- stuoietta impermeabile che funge da fasciatoio di emergenza, rubata alla diaper bag regalata da un'amica americana
- copertina in pile perché "non si sa mai"
- confezione di salviettine per la pulizia intima del neonato
- due pannolini di ricambio in busta di plastica
- pezzuola bianca, altresì detta "vomitino", per contenere i rigurgiti
- due pacchetti di fazzoletti di carta perché uno-non-basta-mai-con-un-neonato-per-le-mani
Passando al settore lavorativo invece abbiamo
- due agende Moleskine
- portatile 12'' Dell, mouse Logitech e chiavetta USB con sonaglino Hello Kitty, così da sentire quando i gatti gliela rubano
- solito portafoglio Gucci pieno zeppo di tutto tranne che di denaro
- cellulare Nokia ormai vecchiotto
- chiavi di casa con un orrido portachiavi che le è stato regalato e che tiene per ragioni affettive
- chiave della macchina e documenti della medesima
- bottiglietta d'acqua e - unico tocco residuo di femminilità - un lucidalabbra Labello.
Non presenti nella fotografia, ma sempre nei dintorni della borsa:
- altri 5-6 lucidalabbra Labello in gusti assortiti, sparsi nelle tasche delle giacche e negli scomparti della macchina
- occhiali da sole 'Whitney' di Tom Ford sulla testa a tenere a bada i capelli, visto che arrivare dal parrucchiere è un'utopia
- fotocamera digitale Nikon Coolpix L12, essenziale per documentare ogni vagito/espressione/singulto dell'adorata Creatura.
Come anticipato all'inizio, molte sono le differenze che caratterizzano non solo le borse, ma anche i contenuti che abbiamo appena visionato. Le prime due sono tutto sommato 'comuni', nel senso che contengono oggetti di uso quotidiano, mentre la terza è necessariamente organizzata in modo diverso (non solo oggetti che possono servire nell'immediato, ma anche quelli che potrebbero essere utili, una volta fuori casa). Tutte e tre le proprietarie, questo bisogna farlo notare, hanno dimostrato la propria personalità scegliendo modelli non comuni ed inserendo elementi rivelatori di un sentire profondo: il tutto nero (senz'altro fonte di rassicurazione) per Lattis, i colori vivaci e il libro di Carroll per Silvia, il foulard Tiffany, le Moleskine e il lucidalabbra Labello per Frau Blucher. In comune, nonostante le differenze, c'è il desiderio di rendere speciale un oggetto apparentemente banale come una borsa, eleggendo una Balenciaga a proprio bagaglio quotidiano.
[1] Non so se Silvia abbia concluso la lettura del libro, ma probabilmente confermerà che il capolavoro di Lewis Carroll è solo apparentemente un romanzo scritto in maniera semplice.
[2] Per onor di cronaca, la stessa borsa è stata 'avvistata' su Ashlee Simpson, l'ineffabile Lindsay Lohan e su Sarah Jessica Parker.
Esiste un modo migliore di iniziare il 2008 se non presentando una nuova puntata del reality show borsifero di questo blog? Si tratta di una puntata specialissima, che raccomando a lettori fedeli e semplici curiosi di non perdere, primo perchè parleremo di una borsa maschile (rara ma non unica), secondo perchè il suo contenuto è molto particolare.
Il protagonista della puntata è Eco Dalla Luna, blogger vicentino (anche se non ha più un blog, mi piace definirlo tale), artista, fotografo e fine gourmet. Lo stile, non lo ripeterò mai abbastanza, è un 'qualcosa' di indefinibile che fa parte, in pochi casi fortunati, della personalità di una persona; è fatto di elementi volatili eppure molto tangibili, che rendono speciali in senso lato. Guardando le foto che ritraggono la borsa di Eco, questo è il primo pensiero che mi è venuto in mente. L'immagine qui sotto, ad esempio, parla chiaramente e più profondamente di mille parole.
La borsa è una semplice messanger bag in tessuto, con quattro tasche esterne (quella a sinistra e quella a destra per i telefoni cellulari, quelle centrali per le chiavi e per gli occhiali), ma lo stesso non si può dire per la cornice in cui è inserita. Il copriletto chiaro con arabeschi arancio, le pareti dipinte in un tono neutro, il tulle e la struttura di metallo del letto che si intravedono in alto, ma soprattutto i due ritratti realizzati da Miriam Pertegato, appesi alla parete senza cornice, rappresentano gli elementi distintivi di un ambiente intimo, caldo e personale, senza essere eccentrico né stravagante.
Immaginiamo ora di svuotare la borsa di tutto il suo contenuto e di passarlo in rassegna.
Dall'alto a sinistra troviamo:
- guanti H&M in pelle scamosciata fuori e misto cotone/lana elasticizzato dentro
- su una custodia nera sono appoggiati un microfono, un paio di auricolari e un telecomando per iPod
- iPod Photo da 30 GB con custodia in lana
- su una bustina nera ci sono un tubo di crema per mani e un burrocacao
- un numero di 'Internazionale'
- quaderno in pelle con bloc notes
- agendina appuntamenti
- portafoglio vecchissimo, comprato in Germania
- due telefoni cellulari
- occhiali con custodia
- nastri gialli fosforescenti catarifrangenti, da usare in bicicletta per farsi vedere ed evitare di rovinare l'orlo dei jeans
- ombrello pieghevole d'emergenza
- cibo nel sacchetto di plastica ed avvolto nella stoffa nera e bianca
Già da questa presentazione sommaria del contenuto, capiamo come molti aspetti esteriori della borsa debbano necessariamente essere approfonditi. Non siete per caso curiosi di vedere più da vicino le ben 11 pin appuntate sulle due tasche? Eccovi accontentati!
A sinistra troviamo tre spillette dei Radiohead, una di Charlie Brown e Snoopy, una con Gay Ellis (interpretata da Gabrielle Drake), tra le protagoniste di 'UFO' (questa ce l'ho anch'io, grazie ad Eco), una con Linus e Snoopy (con sfondo rosso), una che reca la scritta 'Imagine Peace', una che rappresenta 'l'omino che vive in un pianeta lontano lontano', una con il simbolo di 'Aichi Expo', una con l'ineffabile volto di Jack Skeleton, il canterino protagonista dell'iconico 'Nightmare Before Christmas' di Tim Burton, ed infine una con l'ape Maia. Appeso ad un gancio c'è un portachiavi in pelle a forma di pinguino.
Passiamo ora al reparto 'cibo'. Devo ammettere si tratta della prima volta in assoluto in cui una borsa presentata in questa rubrica contiene del cibo fresco (non vorrei sbagliarmi, ma si tratta della prima volta in assoluto che contiene cibo tout court). Saltano agli occhi la presenza di una banana, una pera e una mela, mentre il vasetto coperto da stoffa a quadretti e chiuso da uno spago contiene jogurt fatto in casa aromatizzato con miele e cacao. Nella stoffa nera e bianca bordata di rosso, infine, si nasconde una sorpresa.
La stoffa (di provenienza orientale) contiene ovviamente una bento box, tradizionale contenitore utilizzato in Giappone per il pranzo. Si compone di due 'piatti', da appoggiare uno sull'altro: quello più piccolo contiene carote, pollo, pomodori e patate, quello più grande invece contiene riso, su cui sono appoggiate tre olive e tre pezzetti di formaggio alla noce moscata a forma di numero arabo. Il colpo d'occhio, secondo me, è suggestivo, sia per come sono disposti i cibi nei contenitori, sia per il richiamo continuo del colore arancio (nella parte esterna della bento box, nell'elastico che la chiude, nelle carote e negli arabeschi del copriletto).
Per concludere, giusto due parole sul contenuto della borsa e sull'idea che ci lancia del suo proprietario: a parte l'amore per la musica e per la cultura intesa in senso lato (con un occhio di attenzione alla parte più pop della cultura contemporanea), gli elementi che colpiscono maggiormente sono legati, come dicevamo, al cibo e alla concezione che il nostro protagonista ha dello stesso. Senza perderci in discussioni certamente interessanti ma che esulano dal senso del post, non c'è bisogno che puntualizzi il ruolo spesso puramente materialistico che il cibo ha nella nostra società: esistono persone che prestano attenzione a quello che mangiano, che amano cucinare e mangiare in maniera salutare, ma ne esistono altrettante (se non di più) che intendono il cibo come semplice 'nutrimento', eliminando quindi tutta quella rete di significati che, a mio parere, rendono l'atto del mangiare e del preparare il vitto in qualcosa di vagamente trascendentale. Emerge chiaramente come Eco sia una persona che presta attenzione a quello che mangia, non solo dal punto di vista immediato (frutta, jogurt fatto in casa), ma anche dal punto di vista estetico (altrimenti l'uso della bento box non avrebbe senso), e per questo (ma non solo) ha tutto la mia ammirazione, in quanto tale comportamento verso il cibo esprime un rispetto raro nei confronti del mondo che ci circonda e di se stessi.
Per quanto oberata da pensieri, preoccupazioni per il futuro, l'ing in convalescenza (quest'anno è stato operato al piede sinistro), la neve e la stanchezza pre-natalizia, la sottoscritta scrive sì molto meno su questo blog ma non si lascia abbattere, quindi ecco a voi una specialissima puntata di 'What Is In My Bag?', la prima - ma spero non ultima - monografia, dedicata stavolta al celeberrimo 'Monogram Canvas' di Louis Vuitton. L'idea è nata per caso, nel momento in cui tre lettrici (e già collaboratrici di questa rubrica) mi hanno inviato le loro ultime 'prede': dopo aver notato che due borse erano uguali e un'altra era realizzata nel medesimo materiale, mi sono detta che poteva essere interessante riunire i tre contributi in un unico post.
La prima protagonista è Elistardust, non nuova alle borse Vuitton (il suo precedente contributo era infatti una 'Speedy 30' in 'Monogram Damier' e da poco è diventata felice proprietaria di una bellissima 'Madeleine' in 'Cuir Epi'), la quale ci mostra la sua 'Neverfull', borsa che pesa solo 700 gr ma che è capace di sopportare un peso di 210 kg: realizzata, come dicevamo, in tela 'Monogram', si trasforma da shopping bag a city bag tramite dei laccetti laterali, che permettono di chiuderla a trapezio. L'interno è in tela grezza a righe con stampato il patch Vuitton, che ricorda i bauli dei primi del '900.
Ecco cosa contiene la 'Neverfull' di Eli:
- agenda LAV usata per lavoro, piena di fogli, foglietti e post it;
- 'Assassini della porta accanto' di Cesare Fiumi, cinquanta storie di cronaca nera (per riflettere sul lato oscuro presente in ogni individuo);
- 'Livello di guardia' di Natalino Balasso, storia ambientata in Polesine;
- 'Cosmopolitan', trovato in allegato ad altri due periodici (Eli prende spunto dai contenuti della rivista per la sua deliziosa 'posta del cuore');
- enorme e scomoda custodia di occhiali da sole Gucci (gli occhiali sono all'interno);
- salviettine rinfrescanti (in realtà sarebbero per la pulizia dei neonati, ma le ha comprate in un supermercato di Playa de Palma dove non ne avevano di altro tipo);
- portafoglio Louis Vuitton in 'Monogram Damier';
- gomme da masticare;
- tubetto con pomata per l'herpes;
- documenti sparsi;
- vetusto portachiavi Furla;
- 'Pochette Accessoires' Louis Vuitton nel classico 'Monogram Canvas';
- specchietto da borsa a forma di cuore Marc Jacobs acquistato su eBay;
- sigarette (notare la mancanza dell'accendino, "così fumo meno", che sagacia!);
- base della fotocamera più cavo USB;
- fazzolettini di carta;
- cellulare Samsung.
Sempre una 'Neverfull' è la borsa che ci ha inviato Lise, la quale condivide con Eli un'altra scelta: quella di inserire una pochette, sempre firmata Vuitton, all'interno, in modo da organizzarne il contenuto in maniera migliore e più ordinata. La pochette scelta da Eli ha la tracolla in pelle, mentre quella di Lise ha la tracollina a catena, pratica da appendere ai gancetti della borsa.
La sua 'Neverfull' contiene
- trousse occhi e labbra 'Diorissime' di Dior (nella tonalità 'Daylight Madonna'), usata più che altro come specchio;
- 'Un albero cresce a Brooklyn' con appoggiati sopra il numero di telefono del dentista, uno scontrino, le chiavi di casa con portachiavi in pelle 'Guccissima' a forma di cuore e badge aziendale;
- solito portafogli (che vorrebbe cambiare!) e portacarte di credito;
- telefonino personale con attaccato un gloss, regalo della migliore amica;
- telefonino aziendale appoggiato sopra pacchetto di irrinunciabili fazzoletti;
- ombrellino portatile perché il giorno in cui è stata scattata la foto il tempo era incerto. In caso di sole al suo posto ci sono gli occhiali scuri;
- iPod nano.
In altre occasioni questa borsa ha contenuto mug e bustine di tè per la pausa in ufficio, un barattolo di miele, spuntini salutisti (frutta in genere), bottiglietta d'acqua e altre amenità di peso non indifferente.
A sinistra notiamo la 'Mini Pochette Accessoires' di Louis Vuitton, sempre in 'Monogram Canvas', che contiene:
- una limetta per le unghie sempre spezzate;
- sapone in fogli di Sephora, finora mai usato, ma non si sa mai;
- burrocacao de L'Occitane;
- matitone labbra Helena Rubinstein, nella tonalità 'Lipari' della collezione estiva 2007;
- rossetto Chanel n. 124 'Lotus Rouge';
- gloss Vichy.
Cambiamo infine modello di borsa (ma il materiale è il medesimo) ed ammiriamo la 'Cabas Mezzo' di Mlle Chanel, che aveva già contribuito a questa rubrica nel 2005 con una splendida borsa in pelle martellata e manico in bambù. Si tratta di una borsa senza tempo, robusta, capiente, al tempo stesso raffinata ed adatta a tutte le occasioni. Non è un caso che Scarlett Johannson ne sfoggi una simile (una 'Cabas Piano') in 'The Nanny Diaries', dove interpreta la parte di una babysitter trafelata.
L'immagine qui sotto ritrae il contenuto della borsa, sempre ripulito dalle mille cartacce - brochures, scontrini, appunti volanti, liste della spesa - che rimangono sepolte da tutto il resto [1]:
- mensile 'AD' (di cui M.lle è una fedele lettrice abbonata);
- mezzi guanti in pelle;
- occhiali da sole 'Persol 649', storica e mitica montatutra (indossata, tra i tanti, da Mastroianni e da McQueen) che dona sicuramente un certo 'carattere' (difficilmente la nostra amica predilige i modelli firmati dalle case di moda);
- bottiglietta di acqua 'Voss' [2] (che porta con se da vera malata di design a tutto tondo);
- una piccola trousse in pelle color arancio ed un'altra sempre in pelle, ma marrone, contenente alcuni prodotti per il trucco;
- portafoglio e cellulare.
Questa fotografia invece ritrae il contenuto della pochette marrone:
- una terra Clinique con pennello applicatore;
- due rossetti Chanel, uno Helena Rubinstein e un altro Dior (tutti e quattro in colori accesi, tra cui due rossi);
- tre matite Chanel (due per occhi, una per labbra);
- ombretto nero Chanel;
- spazzolina per sopracciglia (che M.lle pettina dall'età di dieci anni o poco più).
Quello che mi ha spinto a scrivere questo post non è stata soltanto la coincidenza di trovare tre borse accomunate tra loro, ma anche la diversità che caratterizza i loro contenuti. Da ciascuna borsa emerge nettamente la personalità e le passioni delle rispettive proprietarie, specialmente se ci riferiamo alle due 'Neverfull': dalla borsa di Eli si evince il forte amore per la lettura ma anche per aspetti 'culturali' decisamente più frivoli (la copia di 'Cosmopolitan' parla chiaro); da quella di Lise, invece, oltre alla passione per la lettura, emerge un lato girlie più marcato, come possiamo intuire dalla bellissima trousse Dior, dai diversi gloss e dal portachiavi a forma di cuore. Il contenuto della 'Cabas Mezzo', invece, è un inno al design (la copia di 'AD', i Persol, la bottiglia di acqua 'Voss') e a ciò che è esteticamente bello (innegabile, ad esempio, il fascino degli astucci neri laccati dei cosmetici Chanel), con un occhio di riguardo agli accessori eccentrici, come i mezzi guanti da guida in pelle chiara.
Questa rubrica va avanti dal 2005 e in questi due anni ho avuto modo di sbirciare in moltissime borse, diverse tra loro ma ugualmente affascinanti: sono infatti sempre più convinta che una delle modalità con cui, attualmente, una persona comunichi parte della propria personalità sia la borsa e quel che essa contiene. Ormai non c'è donna (vabbè, a parte Franca Sozzani) che non usi una borsa quotidianamente, e non c'è bisogno che sia io a spiegare l'importanza 'sociologica' assunta recentemente dalle borse. Scrivere 'What Is In My Bag?', quindi, mi ha dato la possibilità di riflettere da un osservatorio privilegiato sulle mode, sulle personalità e sull'andamento dell'essere femminino.
[1] Giusto nei commenti a questo post, Marco si chiedeva come mai i contenuti delle borse qui pubblicate non comprendono mai cartacce o oggetti 'esteticamente non piacevoli'. In questo caso, M.lle Chanel dà la sua spiegazione, che è poi quella che era venuta fuori nei commenti stessi: evidentemente prima di fotografare la propria borsa, ciascuno la svuota di quello che non vuole compaia nelle immagini o quello che è effettivamente inutile, come scontrini vecchi, fazzoletti usati e chi più ne ha, più ne metta.
[2] Non so se l'avevate notato, ma anche Rachel Zoe ne brandisce spesso una bottiglietta.
A volte la solerzia dei miei lettori e la mia disattenzione mi stupiscono con uguale intensità: proprio stasera, controllando la casella di posta, mi sono accorta di un contributo per la rubrica 'borsifera' di questo blog che avevo erroneamente archiviato tra quelli già pubblicati. Come ho potuto lasciare da parte questa borsina deliziosa, quasi quanto il suo contenuto?
Ma vediamo intanto di conoscere la sua proprietaria: Francesca ha 19 anni e vive in un paesino in provincia di Udine, ha appena iniziato il percorso universitario presso la facoltà di Lingue e Letterature Straniere a Udine (e qua non aggiungo nulla altrimenti mi faccio trasportare dai ricordi). E' blogger dal 2004: attualmente ha un blog personale e ad uno collettivo, 'Trendvillage', che si occupa di moda, musica e tendenze.
Francesca ammette di possedere un gran numero di borse, che cambia a seconda del look o dell'umore; ha scelto però di partecipare a 'What is in My Bag?' con una borsa Blugirl (linea giovane di Blumarine) in tessuto tecnico con dettagli in pelle nera e metallo dorato, perchè recentemente è quella che ha usato di più, grazie alla sua estrema versatilità.
Il modello è effettivamente ideale per essere usato nelle occasioni più svariate: ha una forma che ricorda la classica shopping bag, con pratici manici e taschina frontale chiusa da zip; il nero poi attraversato da dettagli dorati la dona un tocco di eleganza, che non guasta mai.
Ora però concentriamoci sul contenuto.
- chiavi della macchina e di casa con portachiavi Hello Kitty (occhio, Raffy, che qui siamo in zona 'Hello Kitty' ;P)
- Labello Caregloss rosa
- cellulare rosa Nokia 6111, a cui è appeso un dangle Hello Kitty tutto rosa
- cellulare Samsung V200
- portamonete con faccia di Hello Kitty
- portafoglio Vuitton, che Francesca ritiene essere abbastanza scomodo perchè non contiene i documenti che le è necessario portare sempre con sè
- agenda Moleskine in versione rossa
- iPod Nano da 4Gb con custodia (rosa obviously!) di Charmmy Kitty
- mini trousse Clinique in plastica trasparente, che contiene
- correttore fluido Deborah
- gloss Collistar in tubetto (colore 'Bianco Sparkling', trasparente con micro-glitter)
- matita occhi (di solito nera, però varia col trucco del giorno)
- deodorante Nivea (che la nostra protagonista di oggi non riesce a non mettere in borsa)
- veline anti-lucido per il viso di Sephora
- specchietto-spazzola di Sephora
Non so spiegarvi quale meccanismo sia scattato in me, ma trovo questa borsa e il suo contenuto di una semplicità e di una perfezione disarmante. Francesca dimostra di amare le borse particolari e alla moda, ma ancor di più di essere una persona con le idee molto chiare, che sa quello che vuole e che riesce a selezionare con assoluta precisione gli oggetti davvero importanti per lei. Ha una passione per Hello Kitty, abbiamo visto, ma gli oggetti che recano l'effigie kittosa non sono eccessivamente stucchevoli; usa spesso i gloss, ma non se ne porta dietro decine (e qui la invidio, visto che, come lei e lei, sono una lip gloss bitch); è attratta dagli accessori logati, ma non esagera in ostentazione. Che dire poi del reparto beauty? C'è quello che serve ma senza strafare: il deodorante, specchietto con spazzola incorporata, matita e gloss, oil blotting tissues e correttore in stick, tutto perfettamente inserito in una bustina trasparente (che permette quindi di trovare subito ciò che serve). Personalmente ammiro la 'pulizia mentale' (concedetemi il termine) di una persona così giovane, dalle idee e dai gusti già così definiti, in cui non trovano spazio elementi di confusione, a favore di uno spirito di freschezza e di serenità che emergono da borsa e contenuto.
Ultimamente, a differenza di quanto avviene di solito, mi sono trovata la casella di posta piena piena di contributi per la rubrica 'impicciona' di questo blog, ovvero 'What Is In My Bag', una sorta di reality show che fa felici tutti, proprietari delle borse e astanti, desiderosi di frugare - per quanto virtualmente - nelle borse altrui.
La puntata odierna è dedicata a Eeleo, blogger milanese che adora la moda e la lettura, le borse e le rose. Il suo contributo risale addirittura alla metà di luglio: sì, lo so, sono stata incorreggibile a non averlo pubblicato prima, ma mi ricopro il capo di cenere e faccio ammenda, dando ora alla sua borsa il risalto che merita.
La borsa è realizzata in pelle color cioccolato (colore davvero attuale) e ha un modello che ricorda la 'Brief' di Balenciaga: è accessoriata da uno specchietto (molto utile), la si può portare sia a tracolla che a spalla. Ecco di seguito l'analisi del contenuto:
- portafoglio celeste Furla con due clip, una per le monete, l'altra per le banconote
- agendina settimanale marrone e rosa chiusa da un elastico
- bustina per i trucchi decorata da un castello, la testa di un cavallo, stelle e luna: si tratta di un ricordo della scorsa estate, acquistato al castello di Edimburgo. Appoggiati davanti ci sono un burrocacao Neutrogena e il lucidalabbra 'Kiss Me' Madina
- sotto all'agenda c'è il libretto di circolazione di Giorgia (nome dell'automobile); appoggiato sopra c'è il cellulare nero LG con brillantini
- iPod nano nero con la sua custodia
- scatoletta delle lenti a contatto con dentro anche uno specchietto, il liquidino e il porta-lenti acquistato da Muji;
- chiavi dell'auto con attaccato un portachiavi-ricordo di Harrod's, più chiavi del box
- pacchetto di chewing gum Vigorsol
- custodia-occhiali Ray-ban contenente due paia di occhiali, i Ray-ban dorati a mascherina e un altro paio a goccia col bordino viola;
- fazzoletti con i personaggi della Warner Bros
Quando Eleonora va a seguire le lezioni all'università, a quanto sopra si aggiungono quaderni, un libro e un astuccio portapenne celeste di Eastpack.
La borsa di Eleonora è il classico esempio di 'bagaglio' di cui mi fa sempre piacere parlare, una perfetta via di mezzo tra il 'troppo' (borse 'Mary Poppins' in cui ci si può trovare l'impossibile, il più delle volte inutile) e il 'niente' (borsine che contengono forse le chiavi di casa e nulla più). Il fatto che venga usata quotidianamente per recarsi all'università sottolinea ulteriormente l'impostazione decisamente pratica che è stata data al suo contenuto e al modo in cui è organizzato: l'uso di bustine porta-tutto (per il make-up, ma anche per le lenti a contatto e per l'iPod) dimostra l'importanza di trovare quel che serve in poco tempo, senza inutili rovistamenti. Tale pragmatismo, però, non è sinonimo di aridità, tanto che alcuni souvenir dalla Gran Bretagna, ben due paia di occhiali e i fazzoletti di carta con stampati i personaggi dei cartoni Warner e il cellulare tempestato da glitter danno un netto tocco di personalità e di giusta frivolezza a tutto l'insieme. Dal contenuto della borsa, quindi, emerge un carattere sì pragmatico, che dà molta importanza alla praticità, ma anche un animo giocoso e femmineo, che non rinuncia a qualcosa di speciale per rendere le proprie giornate meno monotone.
Porta sempre una certa soddisfazione la consapevolezza che 'What Is in My Bag?', il reality show borsifero di questo blog, è seguito da diversi lettori e che molti di coloro che vi hanno contribuito in passato, tornano con nuovi acquisti e nuovi contenuti. Ad una borsa di Margoot avevamo già dedicato una puntata l'anno scorso, ma torniamo volentieri a dedicargliene un'altra, vista l'interessante acquisizione.
Trattasi di una borsa Miu Miu, modello 'Gathered', molto capiente, caratterizzato da un'importante arricciatura (da cui il nome del modello), da doppi manici e tracolla, che la rendono particolarmente versatile. Altrettanto particolare è il colore, un grigio leggermente metallizzato con sfumature rosa ed argento.
Margoot, al momento dell'acquisto, stava cercando una borsa nera, ma si è innamorata di questa nuance appena l'ha vista; di conseguenza, non ha esitato ad optare per questa, presto rivelatasi perfetta, visto che si abbina praticamente con tutto.
Passando al contenuto della borsa, molte cose - già viste nella puntata precedente - sono presenti anche qui, ma non mancano le novità, quindi andiamo a vederle insieme.
Da sinistra a destra:
- pochette Louis Vuitton in 'Monogram Canvas', per radunare e tenere separate dal resto tutte le cosine necessarie nelle emergenze (emergenza zanzare, emergenza mal di testa, emergenza capelli sconvolti [elastico+forcina], emergenza unghia spezzata di brutto);
- libro relax: "Buon compleanno Ally!" di Sheila Norton (l'autrice di 'Colf per caso', che Margoot ha letto con piacere l'estate scorsa);
- cellulare del lavoro Nokia 7360 Pink con porta cellulare H&M;
- cellulare personale Motorola, con cui Margoot non si trova molto bene;
- portamonete 'Zucca' di Fendi;
- lipgloss Sephora;
- portafogli, sempre in monogramma di Fendi;
- chiavi di casa (con portachiavi Louis Vuitton in 'Monogram Vernis') e della macchina;
- pastiglie di Magnesia nel porta- pastiglie e gomme;
- bustina Sephora che contiene tutto il necessario per le lenti a contatto;
- bustina 'Lip Gloss Bitch' per i vari lucidalabbra;
- chiavi del negozio;
- occhialoni dalla forma vintage;
- agenda rossa e penna.
Anche questa borsa, come la precedente, rivela la personalità della sua proprietaria: rimane invariata l'abitudine di organizzare in maniera precisa e razionale quello che si vuole portare con se quotidianamente, anche grazie all'uso di bustine, in cui conservare gli oggetti per 'area di appartenenza' (il necessario per le lenti a contatto, i lip gloss). Trovo poi molto interessante la varietà e la personalizzazione del contenuto: ogni cosa ha sì una sua funzione pratica (non troviamo infatti oggetti 'vuoti' di significato), ma rispecchia lo stile - un po' vintage e molto femminile - della nostra protagonista, come dimostrano le forme spesso arrotondate che caratterizzano, ad esempio, il telefono cellulare rosa, gli occhiali, il porta-pastiglie.
Per concludere, vi lascio due splendide immagini, regalo del nostro 'corrispondente' dalla Capitale, che ritraggono alcune tra le ultime creazioni di Miu Miu (giusto per rimanere in argomento).
Pelle di struzzo nei toni del rosa e del grigio polvere per la borsa a bauletto, la pochette e il portafoglio (non oso immaginare quale possa essere il prezzo di tali meraviglie), mentre satin rosa pastello per le decollète dal tacco a spillo, elegantemente aperte e sagomate nella parte interna. In questo periodo non ho proprio voglia di portare i tacchi, ma - diamine - scarpe come queste le indosserei anche solo per stare seduta in salotto!